CITTA’ DEL MESSICO – “I ministri delle Finanze e i governatori del G20 faranno il necessario per rafforzare lo stato di salute dell’economia”. Lo si legge nel comunicato finale del G20 finanziario. “Un eventuale rinvio delle misure decise dall’Unione Europea per fronteggiare la crisi potrebbe danneggiare l’economia mondiale – prosegue il comunicato – La crescita globale resta modesta e i rischi di calo sono ancora elevati, dovuti anche ai possibili rinvii dell’attuazone delle misure annunciate in Europa e per il temuto “fiscal cliff” negli Usa (i tagli e l’aumento delle tasse che entrerà in vigore automaticamente il primo gennaio 2013 se non verrà trovata un’intesa al Congresso) e i problemi del Giappone. Gli Usa comunque assicureranno la sostenibilità delle loro finanze pubbliche nel lungo termine”.
Lo scenario discusso dai ministri delle Finanze e dai governatori del G20 a Città del Messico è di “una situazione globale incerta”, con “l’Europa che è sicuramente migliorata con gli strumenti nuovi messi a disposizione, ma è chiaro che ancora non abbiamo risolto tutti i nostri problemi”. Quanto alle politiche di austerità, nel corso delle riunioni “c’è stato un richiamo generale sul moltiplicatore fiscale, che sembra più ampio di quanto sembrasse in passato”.
Per il segretario generale dell’Ocse Angel Gurria il senso dei colloqui può essere riassunto dicendo che l’Europa deve “più che accelerare” i suoi sforzi per venire a capo della crisi e che se la Spagna dovesse chiedere aiuto “sarebbe una decisione accettata e molto importante”. “Le prospettive di crescita sono deboli – ha aggiunto – ci sono dei rischi come il ‘fiscal cliff‘ degli Usa e i problemi dell’Europa”.
E la situazione Usa preoccupa al punto da diventare tema centrale, consentendo al Vecchio continente di cercare di defilarsi dal banco degli imputati. Nell’imminenza delle elezioni presidenziali sono gli Stati Uniti a creare timori crescenti. Quello di Città del Messico è un G20 decisamente sottotono visto che mancano diversi esponenti di spicco, a cominciare proprio da colui che normalmente rappresenta gli Usa in queste riunioni, il segretario al Tesoro Timothy Geithner. Assenti anche i ministri delle Finanze francese, Pierre Moscovici, e brasiliano, Guido Mantega, oltre al presidente della Banca centrale europea Mario Draghi.
