MARSIGLIA, 9 SET – Le dimissioni del tedesco Jurgen Stark dal board Bce hanno depresso le Borse e scompaginato le carte al G7 di Marsiglia che tuttavia prova a lanciare un segnale di fiducia ai mercati mentre Francia e Germania tornano alla carica con la propria proposta di tassare le transazioni finanziarie.
Nonostante le iniziali riserve della Francia, cui tocca la presidenza, i paesi del G7 hanno convenuto di lavorare a un testo che sottolinei le sfide della situazione attuale e appoggi le misure intraprese dagli Stati Uniti per rivitalizzare il mercato del lavoro attraverso il piano Obama da quasi 450 miliardi di dollari.
Ma le maggiori potenze mondiali si trovano ancora divise sul modo per combattere la recessione montante laddove gli Stati Uniti premono per nuovi piani straordinari mentre la Germania e il Canada, e anche il commissario Ue Olli Rehn, ribadiscono la necessita’ del rigore dei bilanci e di taglio del debito.
Certo per il segretario al Tesoro Tim Geithner l’Europa deve portare avanti le riforme, ma Washington non puo’ permettersi una nuova fase di recessione e quindi il piano dovra’ aumentare l’economia Usa che, ha puntualizzato, e’ ancora in crescita.
Quello che gli Stati Uniti escludono e’ comunque un’azione coordinata, almeno questo fine settimana, delle banche centrali come si era prospettato ancora fino a ieri. La Fed e la Boe hanno mantenuto i tassi ai minimi e continuano con una politica monetaria molto accomodante.
A Marsiglia poi ha tenuto banco l’ufficializzazione della proposta franco-tedesca di una tassa sulle transazioni finanziarie. Il progetto e’ stato inviato all’Unione Europea, prima ancora dell’apertura dei lavori del vertice, con una lettera congiunta alla Commissione la quale portera’ la sua proposta ad ottobre. Ma in seno al G7 e soprattutto in Europa prevalgono i dubbi, primi fra tutti quelli della Gran Bretagna e quindi della determinante piazza finanziaria di Londra.
I due ministri delle finanze Baroin e Schauble, spiega la lettera, ritengono che tale tassa debba ”Essere messa in atto a livello internazionale o europeo”, ”essere semplice” e ”con un tasso lieve, per preservare la competitivita’ del settore finanziario europeo”, oltre che ”colpire tutti i tipi di transazione”. L’imposta dovra’ inoltre, sempre negli auspici di Baroin e Schauble, ”essere dovuta da tutte le controparti (acquirenti e venditori)”.
I paesi del G7 si sono detti d’accordo di portare avanti ”piani ambiziosi di risanamento dei conti pubblici”. E’ quanto ha affermato il ministro delle finanze francese Francois Baroin, presidente di turno del G7, nella conferenza stampa del vertice.