LONDRA, GRAN BRETAGNA – “Lavoratori di tutto il mondo unitevi”. Il celebre motto di Karl Mark esce inatteso dalle labbra del Tory di ferro George Osborne durante il suo discorso al congresso dei conservatori a Birmingham e la platea apprezza.
Ma è solo una sarcastica battuta, perchè George ‘il rosso’ ha appena teorizzato il baratto dei diritti sul lavoro con una contropartita in azioni e annunciato nuovi tagli al welfare per 10 miliardi di sterline.
Chi si aspettava un Cancelliere dello Scacchiere sulla difensiva e un congresso conservatore in sottotono è stato smentito in partenza. Osborne ha attaccato rivendicando il diritto di tirare dritto col suo piano di lacrime e sangue, il merito di aver salvato il Paese “dall’ingovernabilità ” e di aver gettato le basi per la ripresa.
Che è però più lenta del previsto perchè “i danni erano più gravi di quanto temevamo”. Per ridurre il deficit entro il 2016-17 bisognerà allora limare ulteriormente le risorse allocate allo Stato sociale e poco importa se i Liberaldemocratici avevano escluso – solo 10 giorni fa – la richiesta di uno sforzo maggiore per le fasce di reddito minore. Di ‘mansion tax’ – balzello dell’1% annuo su proprietà del valore superiore a due milioni di sterline strombazzato ai quattro venti dai LibDem – il Cancelliere non ne vuole poi nemmeno sentir parlare.
L’annuncio che ha però suscitato l’attenzione maggiore da parte dei media è stato certamente quello sulla condivisione della proprietà tra dipendenti e datori di lavoro. L”employee-owner scheme’ potrà essere applicato ad aziende di qualunque dimensione e verrà introdotto – stando a quanto annunciato da Osborne – a partire dal prossimo aprile.
Per gli attuali dipendenti sarà facoltativo, ma le aziende offriranno ai nuovi assunti solo il nuovo contratto. Che potrà contenere un pacchetto azionario compreso fra le 2000 e le 50.000 sterline di controvalore – e il Tesoro ha specificato che non verranno applicate tasse sulle eventuali plusvalenze del pacchetto.
In cambio i lavoratori dovranno rinunciare ad alcuni diritti ora garantiti, in particolare quelli relativi al licenziamento ingiusto e al part-time. “Questa idea è particolarmente adatta alle start-up e alle piccole-medie aziende”, ha detto Osborne. “Scegliere le azioni significa diventare padroni dell’azienda per cui si lavora. Imprenditori, lavoratori ed erario: tutti sulla stessa barca”.
La misura, benchè “scarsamente applicabile”, ha comunque fatto infuriare i sindacati. Che al governo chiedono meno ‘fantasia’ e più risorse per la crescita. Secondo il Financial Times l’Office for Budget Responsability, l’organo che supervisiona il debito pubblico britannico, starebbe d’altra parte per sottoporre l’esecutivo a una vera e propria doccia fredda: l’indebitamento invece di scendere sta aumentando e l’austerity, in mancanza di correzioni, dovrà durare fino al 2018 se si vuole far quadrare i conti. Musica per le orecchie dei laburisti.
