MILANO – Dopo i conti alle Generali si apre il cantiere per il rinnovo del Cda con l’assemblea di bilancio del 30 aprile. Le liste dovranno essere depositate entro il 6 aprile. I grandi soci raggrupperanno le candidature come l’ultima volta in un listone di maggioranza. E a breve si riunirà anche un comitato nomine di Mediobanca per dir la sua (è atteso tra il 22 e il 27 marzo).
Nel frattempo si è mosso però il Cda del Leone proponendo di sfrondare con decisione l’organismo, fino a 11-13 componenti. In consiglio ci sono oggi 15 amministratori, rispetto ai 19 eletti all’ultimo rinnovo. Nella relazione per l’assemblea il Cda si dice però favorevole a una riduzione auspicando anche una ”chiara maggioranza di ‘soggetti indipendenti’ ”. ”Un numero elevato di componenti nel consiglio – si sostiene nella relazione – non sempre consente un’efficace interazione nelle riunioni ed il contributo di ciascuno dei componenti di un board numeroso non è sempre ottimale”.
Altro nodo sensibile è quello del comitato esecutivo, di cui sembra esserci l’esigenza in presenza di molti amministratori. Secondo il consiglio delle Generali, però, è un ”organo sconosciuto in molti ambiti extranazionali”. Non solo, la sua presenza ”non è sempre sinonimo di buona governance societaria”. ”Per quanto possa essere ottimale il livello di informativa che viene assicurata al board sulle attività del comitato esecutivo – aggiunge il Cda – va da sè che il coinvolgimento degli amministratori può finire per essere di fatto diversificato tra coloro che compongono il comitato esecutivo e coloro che non ne fanno parte”.
Dopo aver introdotto a statuto il limite di età di 77 anni per il consiglio, con un tetto a 70 anni invece per il presidente e a 65 per l’A.d, il Cda sottolinea ora di considerare ”compatibile con un efficace svolgimento dell’incarico di amministratore della società un limite di due incarichi (in altre società) per gli amministratori esecutivi e di cinque per i non esecutivi”.
In concreto, mentre il group ceo Mario Greco ha già lasciato tutti gli incarichi esterni alla compagnia, per i consiglieri non esecutivi, questo auspicio del board potrebbe forse indurre a qualche riflessione il presidente Gabriele Galateri. Oltre alla presidenza del Leone è nel Cda Telecom (e altre società del gruppo), in Italmobiliare, Azimut-Benetti, Saipem, Lavazza, Edenred, oltre a presiedere l’Istituto italiano di Tecnologia (senza contare il Cda della Fondazione Giorgio Cini).
Per il resto c’è ancora poca visibilità su parte del nuovo consiglio delle Generali. Sicuramente ci saranno tre donne nel listone di maggioranza. Sembra scontata poi la conferma di Galateri, Vincent Bollorè, Gaetano Caltagirone, Greco, Lorenzo Pellicioli e Clemente Rebecchini. Sembra invece ancora in alto mare la definizione di una candidatura condivisa per Effeti (Crt-Ferak), oggi rappresentata in Cda da Angelo Miglietta, e non è chiaro se ad Alessandro Pedersoli subentrerà un altro nome indicato da Intesa.