Germania e Svizzera: intesa su capitali illegali

BERLINO – Germania e Svizzera hanno firmato stamani a Berna un accordo per la tassazione dei capitali di cittadini tedeschi portati illegalmente nelle banche elvetiche negli ultimi dieci anni, che completa e corregge un'intesa sottoscritta in precedenza.

Il nuovo accordo, giunto dopo lunghe discussioni, porta dal 34% al 41% l'imposta massima che potra' essere applicata sui capitali 'scudati'. Secondo quanto reso noto dal ministero delle Finanze di Berlino, la forbice di tassazione imposta sara' tra il 21% e il 41%, rispetto a 19%-34% dell'intesa precedente. Per entrare in vigore come previsto nel 2013, l'accordo dovra' pero' passare al vaglio del Bundesrat, la camera dei Laender, dove l'opposizione di centrosinistra, che conta sulla maggioranza dei seggi, ha gia' espresso parere negativo.

Il presidente del partito socialdemocratico Spd, Sigmar Gabriel, ha annunciato il 'no' del suo partito: l'accordo ''sara' bocciato per la seconda volta'', ha detto, perche' ''ha troppi buchi'' che favoriscono gli evasori e ''deresponsabilizza le banche svizzere'' da implicazioni penali.

L'accordo, piu' blando di quello sottoscritto da Berna e dagli Stati Uniti, blocca infatti le azioni penali degli ispettori fiscali tedeschi in Svizzera. Secondo le stime degli esperti, nella Federazione elvetica gli evasori tedeschi avrebbero depositato illegalmente una cifra compresa tra i 130 e i 180 miliardi di euro.

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luiss_vcontursi