ROMA – Due consiglieri assunti ogni tre giorni. Così, Bankitalia, in tempo di austerity, sembra non ascoltare le esortazioni al “digiuno” di Mario Monti e del suo governo. I numeri, come la sostanza della critica, vengono dal quotidiano Il Giornale che, in un pezzo a firma Andrea Cuomo, fa i conti tra consulenze e compensi dei collaboratori.
Secondo il Giornale non mancano piccole stravaganze. Tra i consulenti, infatti, oltre a 7 traduttori e 13 dottori c’è persino un musicista (per Bankitalia…) con un compenso da 43 mila euro. In totale, quindi, dal primo gennaio al 23 febbraio, sarebbero state ingaggiate 38 persone: poco meno di una ogni giorno lavorativo. Nello stesso periodo, per fare un paragone impietoso, a Palazzo Chigi, Mario Monti tagliava 99 consulenze risparmiando 750 mila euro.
Sia chiaro: non si tratta di assunzioni a tempo indeterminato, precisa Cuomo. Spesso anzi sono co.co.co. Quello che cambia, rispetto ai contratti “da call center” sono le retribuzioni. Secondo i dati del Giornale, infatti, il consulente più pagato sarebbe John Olcay. Per lui un contratto co.co.co, è vero: ma da 176 mila euro per nove mesi. Qualcosa meno di 20 mila euro ogni mese.
