– NEW YORK, 9 GIU – Una nuova bufera, libica questa volta, e con l'ipotesi di aver avuto l'intenzione di pagare tangenti, si avvicina sempre di piu' a Goldman Sachs, la storica banca d'affari newyorchese accusata addirittura di essersi arricchita anche attraverso la crisi del 2008, puntando sulle perdite dei propri clienti.
Secondo il Wall Street Journal online le autorita' finanziarie statunitensi, tra cui la Sec, il gendarme della Borsa, stanno esaminando se Goldman Sachs e altri istituti abbiano o meno violato le regole anticorruzione lavorando con il fondo sovrano libico, e se soprattutto fosse pronta davvero a versare una tangente a responsabili del regime di Tripoli.
Che la banca diretta da Lloyd Blankfein avesse avuto qualche problema con la Libia non e' una novita' assoluta e lo aveva scoperto lo stesso Wsj alla fine del mese scorso.
Goldman Sachs aveva infatti proposto al fondo sovrano controllato da Muammar Gheddafi di diventare uno dei suoi maggiori azionisti dopo che un investimento consigliato dalla stessa banca aveva perduto il 98% del suo valore, pari inizialmente a 1,3 miliardi di dollari. Ma la trattativa non e' mai andata in porto.
Ora, i funzionari della Sec stanno tra l'altro indagando se una commissione di 50 milioni di dollari che la Goldman era pronta a versare alla Libyan Investment Authority (Lia) nell' ambito di un piano di ristrutturazione del fondo sovrano, fosse regolare o meno.
L'affare alla fine non si e' fatto, ma secondo il Wall Street Journal la Lia era pronta a riversare i 50 milioni ad una societa' di consulenza esterna, la Palladyne International assett Management, guidata da uno dei familiari del responsabile della compagnia petrolifera libica.
La legge in vigore negli Usa recita che si puo' essere condannati per corruzione anche se la trattativa non e' andata in porto e non se n'e' fatto nulla. Un portavoce di Goldman, Lucas Van Praag, ha spiegato al quotidiano di essere sicuro che la legge e' stata sempre rispettata.
Secondo la Bloomberg, infine, la scorsa settimana la stessa banca aveva ricevuto una richiesta di informazioni da parte del procuratore distrettuale di Manhattan, dopo le accuse di avere ingannato i suoi investitori.
Matt Taibbi di Rolling Stone, citando un rapporto del Senato, sostiene che Goldman sia stata alla base di una gigantesca bolla, perche' durante la crisi del 2008 aveva scommesso sulle disgrazie dei propri clienti, tenendoli intrappolati in cattivi investimenti.
