“Inevitabile, severa ma giusta”. Così il cancelliere dello Scacchiere, George Osborne, ha definito la Finanziaria d’emergenza che il governo britannico è pronto a varare per far fronte ai problemi di bilancio. Presentandola in Parlamento, il ministro del Tesoro ha ribadito che la manovra serve ad agire “con decisione” contro il debito e che “serve a portare una ripresa guidata dall’impresa, premia il lavoro e tutela i più deboli della nostra società. Paga per il passato e pianifica il futuro”.
La Finanziaria, nel segno dell’austerity, prevede tagli alle spese per circa 30 miliardi di sterline (“i più duri dalla Seconda guerra mondiale”), uniti ad un aumento delle tasse per circa 15 miliardi. In cinque anni dovrebbe consentire di raccogliere circa l’8 per cento del Pil attuale e, secondo quanto affermato da Osborne, consentirà di eliminare il deficit strutturale entro il 2015-16.
Le misure sono state definite indispensabili dal governo per affrontare l’emergenza deficit della Gran Bretagna e ridare fiato a un’economia che presenta il disavanzo più alto dei G20, circa 155 miliardi di sterline.
Il primo a risentire dell’“ascia di Osborne” è il settore pubblico, con il congelamento per due anni degli stipendi dei dipendenti della pubblica amministrazione che guadagnano oltre 21.000 sterline all’anno. Allo stesso tempo però, il cancelliere dello Scacchiere ha annunciato che ci sarà un aumento di 250 sterline per 1,7 milioni di lavoratori pubblici con gli stipendi più bassi.
Secondo quanto previsto da Osborne, nel 2010 l’economia britannica crescerà dell’1,2%, mentre la disoccupazione a fine anno sarà dell’8,1%.
Nessuno spiraglio, invece, per l’euro: Osborne ha annunciato che è stata chiusa l’unità del ministero del Tesoro che preparava l’ingresso nella monta unica. “Ebbene sì esisteva, e l’ho chiusa per dedicare quelle risorse a cose più produttiva”, ha detto.
Dal prossimo 4 gennaio il governo britannico aumenterà l’Iva, che passerà dal 17,5% al 20%, mentre non ci sarà aumento del peso fiscale su alcol, tabacco e carburanti.
Sacrifici anche per le banche, che subiranno aumenti dell’imposta sui guadagni: un prelievo che, secondo le stime, produrrà 2 miliardi di sterline l’anno per le casse dello stato.
