ROMA – “Congratulazioni, hai vinto 500 euro”. Anzi no, 470, ci sono le tasse. Per giochi e lotterie arriva un balzello nuovo di zecca, quello sulle vincite “maggiori”, ovvero superiori ai 500 euro.
La tassa ammonta al 6%: così, un vincitore di Win for life si vedrà decurtato il vitalizio dai 6000 euro previsti ai 5640 post tasse. Stesso discorso anche per “Turista per sempre” e “Vivere alla grande” altri due giochi che promettono un vitalizio. In tasse se ne andranno 360 euro nel primo caso e 600 nel secondo.
Salasso ancora più evidente per quei “pochi” baciati dalla grazia di una vincita milionaria. Per un sei al Superenalotto da 30 milioni il prelievo fiscale sarà di 1,8 milioni
La “player tax” è stata presentata martedì 8 novembre in commissione Finanze della Camera da Raffaele Ferrara, il direttore dei Monopoli di Stato. La situazione è semplice: durante l’estate delle manovre Giulio Tremonti aveva chiesto a Ferrara di recuperare un altro miliardo e mezzo di euro, in un settore, i giochi, che già tanto dà al bilancio dello Stato.
E l’idea di Ferrara è stata la tassa del 6% per le vincite oltre i 500 euro. Per mettersi qualcosa in tasca con un gratta e vinci, insomma, bisognerà pagare due volte: per grattare e per incassare.
La nuova tassa riguarda, oltre ai gratta e vinci, anche la Lotteria Italia, il Win For Life, le videolotteries e, naturalmente, il Superenalotto. Il Lotto, invece, la tassa del 6% la faceva già pagare a prescindere dai limiti di importo. Escluso per ora, solo il sistema delle scommesse che già paga. Fuori anche le slot machine da bar visto che, per la legge, il tetto massimo di vincita è di 100 euro.
La tassa, però, non basterà a coprire il miliardo e mezzo chiesto da Tremonti. Al resto ci penseranno loro malgrado i fumatori. In arrivo infatti nuovi aumenti per le sigarette che porteranno, scrive Corrado Zunino su Repubblica, il prezzo di alcune tra le marche più vendute, sopra i 5 euro a pacchetto.
