Grecia: contro ristrutturazione del debito Bce e Fmi

ROMA, 9 GIU – Prevale la linea dura sulle misure da adottare per la Grecia. Dal Fondo monetario internazionale alla Banca centrale europea e' un coro di no alla ristrutturazione del debito. Mentre sembra ormai inevitabile un nuovo piano di aiuti finanziari il cui ammontare, pero', dipendera' dal grado di coinvolgimento del settore privato. Atene intanto corregge al ribasso il Pil del primo trimestre e il premier Papandrou sottolinea che il Paese e' ad un ''crocevia definitivo''.
Dopo l'apertura dell'altro giorno alla proposta di una ristrutturazione 'soft', oggi la Bce ha invertito rotta: l'istituto ''non e' a favore di una ristrutturazione, di un 'haircut' e via dicendo'', ha detto il presidente Jean Claude Trichet, escludendo ''ogni concetto che non sia volontario'' e chiedendo di ''evitare ogni evento creditizio o default selettivo''. Anche da Washington l'Fmi ha fatto sapere che tutte le parti coinvolte nelle discussioni su un nuovo programma di aiuti internazionali alla Grecia sono contrarie ad una ristrutturazione del debito pubblico del Paese. Per il ministro dell'economia francese, Christine Lagarde, va evitato il default della Grecia e la sua uscita dalla zona euro, che sarebbero ''una soluzione molto azzardata e imprevedibile''. Contrario a ipotesi di ristrutturazione e' anche l'ad di Unicredit Federico Gihizzoni: ''Credo che se per ristrutturazione s'intende un taglio del debito, quindi uno sconto, sostanzialmente sono d'accordo con Draghi: cio' sarebbe estremamente pericoloso''.
Sembra ormai inevitabile, intanto, un nuovo piano di aiuti internazionali per Atene. A dirlo e' il presidente dell'Eurogruppo Jean Claude Juncker, che precisa che l'ammontare dipende dal grado di coinvolgimento e dall'entita' del contributo che verra' settore privato. Ma secondo Moody's e' ''difficile immaginare'' una adesione volontaria degli investitori privati a una ristrutturazione del debito greco. Secondo fonti citate dall'agenzia Bloomberg, i governi europei e l'Fmi potrebbero concedere nuovi aiuti per 45 miliardi di euro, nell'ambito dell'ultimo piano di salvataggio triennale. Secondo una fonte diplomatica citata dall'Afp il nuovo piano di aiuti dovrebbe aggirarsi attorno ai 90 miliardi di euro per coprire i bisogni della Grecia almeno fino a meta' 2014.
Intanto ad Atene, mentre i lavoratori scendono in piazza contro la Troika, il pacchetto di misure di austerita' da 78 miliardi per i prossimi 5 anni ottiene l'ok del Consiglio dei Ministri e arriva in Parlamento. E il premier avverte che la Grecia e' ad un ''crocevia definitivo'' e che le prossime settimane saranno critiche. E i dati economici lo confermano: l'istituto di statistica ha rivisto oggi al ribasso le stime sul Pil; sale inoltre la pressione sui tassi dei titoli di Stato (il rendimento dei titoli decennali e' salito al 16,58% con lo spread rispetto al corrispettivo bund tedesco che si e' ampliato a 1.353,6 punti, mentre il tasso dei titoli biennali ha di nuovo superato il 25%); e sale anche a nuovi massimi il rischio debito con i credit-default swap sul debito greco che segnano un aumento di 30 punti base al record di 1.522.

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Alberto Francavilla