ROMA – Berlino e Parigi trovano la quadra sull'approccio da seguire per la crisi della Grecia. La ristrutturazione del debito sarà volontaria e c'è ottimismo sulla sua discussione all'Eurogruppo di domenica. Respirano anche i mercati, acquietati anche dal rimpasto di governo ad Atene, dove la sfida resta approvare la legge di austerity.
In un vertice a Berlino con il presidente francese Nicolas Sarkozy, il cancelliere Angela Merkel ha fatto un passo indietro: ''Vogliamo che il settore privato partecipi su base volontaria. Voglio insistere su questo punto, non c'è alcuna base legale per un coinvolgimento obbligatorio'', e occorrera' agire ''in armonia con la Bce''.
Il debito greco verrà rinnovato solo per i creditori che lo vorranno, e non automaticamente per sette anni come aveva chiesto a gran voce il ministro tedesco delle Finanze Wolfgang Schaeuble, per settimane impegnato in un serrato braccio di ferro con la Bce.
L'Eurotower, arrivando a minacciare di non accettare i titoli greci come garanzia della liquidità, aveva fatto muro contro la ristrutturazione 'hard', temendo un effetto domino sul sistema bancario europeo.
Non tutti gli ostacoli sono rimossi per arrivare a un quadro condiviso. Non a caso Sarkozy ha chiesto ai leader europei di ''dar prova di spirito di responsabilità e del necessario senso del compromesso''.
Per evitare che la Grecia diventi una nuova Lehman Brothers, parallelo evocato da New York Times, lo schema cui si lavora è l' ''iniziativa di Vienna'', dove nel 2009 le grandi banche private acconsentirono a rinnovare i crediti verso i Paesi dell'Europa Orientale, scongiurando la bancarotta. Merkel e Sarkò vogliono varare il nuovo salvataggio ''il più veloce possibile in modo che la situazione sia chiarita'', ha detto la Merkel. Ben prima di settembre, ha insistito il presidente francese.
Già domenica e lunedì, a Lussemburgo, i ministri delle finanze europei dovrebbero dare il disco verde alla quinta tranche (12 miliardi di euro) del prestito da 110 miliardi varato un anno fa, poi dimostratosi insufficiente: dalla Commissione Ue filtra ''ottimismo''.
Sarà l'occasione per discutere importanti aspetti tecnici dello schema di Vienna e appianare le divergenze sul nuovo prestito da 100 miliardi di euro: si punta ad approvare entrambi all'Eurogruppo dell'11 luglio. In mezzo c'è il Consiglio Ue del 24 giugno, in cui il dossier Grecia sarà sul tavolo dei capi di Stato e di governo.
Il vero ''nodo'' – riferiscono da Bruxelles fonti diplomatiche europee – restano tempi, limiti e modalità del coinvolgimento dei creditori privati. Che potrebbero partecipare attraverso il fondo di salvataggio 'Esm' che entrerà in vigore nel 2013.
I mercati, oggi, hanno comunque gradito la pace ritrovata fra Berlino e Francoforte. L'euro ha riguadagnato gli 1,43 dollari, lo 'spread' greco e' tornato vicino ai 1.500 punti base dopo un record a 1.543 ieri. Ma tutto – a partire dai 12 miliardi e dal sostegno del Fondo monetario internazionale – dipende da Atene.
Oggi il premier George Papandreou ha nominato il nuovo esecutivo, sottoposto a voto di fiducia martedì (il dibattio parlamentare comincia domenica). Da qui a fine mese, il governo deve riuscire a far passare in Parlamento una stretta fiscale da 28 miliardi, affrontando un Paese in mobilitazione fra scioperi, proteste ed episodi di violenza.
