ROMA – “Sono molto pessimista. In passato l’Europa è già arrivata sull’orlo del precipizio, e poi è tornata indietro: può succedere ancora, ma stavolta temo che cada. Le visioni sono diametralmente opposte”.
E’ l’analisi del premio Nobel per l’economia Joseph Stiglitz, in un colloquio con la Stampa, che prevede “un 50% di possibilità di fallimento del negoziato” con la Grecia per evitare un crac che metterà in crisi l’Europa stessa.
Stiglitz pone in evidenza due problemi nel modello europeo: le troppe “diseguaglianze”, che sottolinea essere un guaio anche americano, e l’euro, che “è stato un grande errore, e quando fai uno sbaglio così, comprometti tutte le migliori intenzioni che puoi avere”.
“Per creare una moneta unica – spiega – servono condizioni che non esistevano. Oltre a questo, però, se la crei hai bisogno di istituzioni che la facciamo funzionare, come una vera unione bancaria”.
Negli Usa c’è flessibilità fiscale, e “la speranza era che col tempo l’Europa avrebbe messo mano a queste riforme, e la crisi del 2010 era sembrata il momento giusto. Invece avete fatto il minimo indispensabile, aggiungendo un’altra policy che gli economisti di tutto il mondo avevano già screditato: l’austerità”. “E’ stato – afferma – un disastro politico”. “E’ ora – conclude – di riconoscere che le politiche dell’austerity e della supply side hanno fallito”.