BRUXELLES – Ancora una giornata interlocutoria per il salvataggio della Grecia. L'orientamento dell'Ue di concedere ad Atene nuovi aiuti per 60-70 miliardi di euro entro il mese per far fronte alle esigenze finanziarie del biennio 2012-2013 si consolida sempre piu'.
Sui tempi e modi la partita resta pero' tutta aperta e viene giocata all'ombra dell'incubo di una ristrutturazione 'pesante' del debito ellenico che nessuno ufficialmente vuole ma che in molti, dietro le quinte, ritengono ancora quasi inevitabile. Una ristrutturazione del debito della Grecia ''non rientra'' nel progetto dell'Unione Europea per risolvere la crisi del Paese, ha ribadito ancora una volta da New York il commissario europeo agli Affari Economici, Olli Rehn. ''Ristrutturare non risolve i problemi della Grecia''.
Nonostante tutte le cautele del caso, si fa invece sempre piu' concreta l'ipotesi di un intervento 'soft', con un coinvolgimento su base volontaria delle banche, sulla scia di quanto fatto a suo tempo per i Paesi dell'Est. Tutto in base a modalita' ancora da definire che potrebbero pero' contemplare anche incentivi a rinnovare e, quindi, non incassare i titoli di Stato ellenici in scadenza. Che si stia andando in questa direzione lo indica anche il Financial Time Deuthschland: secondo una fonte vicina alla Bce le banche centrali dei 27 ''non escludono piu''' una partecipazione volontaria delle banche a una ristrutturazione 'morbida'.
Un'indicazione confermata successivamente anche da Juergen Stark, membro tedesco del board della Bce. Al centro della scena resta comunque, come al solito, la Germania. Oggi un portavoce del governo tedesco ha ribadito la posizione di Berlino facendo, almeno apparentemente, marcia indietro rispetto alle aperture di ieri. Nella prospettiva di nuovi aiuti, ha detto il portavoce, ''e' importante che il settore privato si assuma le sue responsabilita'''. Intanto prosegue la missione della troika ad Atene. I colloqui tra i tecnici di Ue-Bce-Fmi e le autorita' greche hanno fatto registrare ''buoni progressi'', ha osservato oggi il portavoce di Rehn, senza pero' sbilanciarsi su quando finiranno. Quel che e' certo e' che il confronto e' concentrato su tre grandi argomenti: le nuove misure che devono essere prese per raggiungere gli obiettivi fissati per il 2011 per il risanamento dei conti pubblici; le privatizzazioni; l'aumento delle entrate fiscali attraverso la lotta all'evasione. In molti sono pronti a scommettere che alla fine la valutazione della troika sara' favorevole alla concessione della quinta tranche di aiuti a valere sui 110 miliardi concessi un anno fa.
Ma le conclusioni a cui giungeranno gli uomini della Commissione, della Bce e del Fondo avranno anche un peso determinante per l'organizzazione del secondo salvataggio: la Germania, ha detto Angela Merkel, aspetta questo prima di prendere una decisione su un nuovo sostegno economico alla Grecia.