ROMA, 14 OTT – Il potenziale di crescita dell'Italia ''e' motivo di preoccupazione''. La Commissione Ue lo scrive in una analisi della competitivita' industriale nei 27 Paesi. Indica che le nostre imprese sono svantaggiate da ''un contesto piuttosto sfavorevole''. Riconosce ''sforzi significativi'' ma parla di ''interventi scoordinati e frammentari''.
''Le imprese italiane si trovano ad operare in un contesto piuttosto sfavorevole'', partono ''da una posizione assai svantaggiata'': L'Italia e' all'ultimo posto tra i 27 Paesi dell'Ue per ''regolamentazioni business friendly''. E' tra i dati che emergono dai test sulla competitivita' del sistema industriale nei 27 Paesi dell'Unione, base della comunicazione della Commissione Europea ''Politica industriale: rafforzare la competitivita'' presentata oggi a Roma. Il documento sottolinea le ''notevoli differenze'' tra i diversi Paesi.
''La produttivita' media del lavoro nel settore manifatturiero va da quasi il 125% del valore aggiunto lordo per persona occupata in Irlanda a meno del 20% in Bulgaria. La percentuale delle imprese innovatrici varia dall'80% in Germania al 25% in Lettonia. Le regolamentazioni business-friendly sono maggiormente sviluppate in Finlandia mentre l'Italia si situa all'ultimo posto''.
L'industria italiana , e' ancora un esempio, ''e' molto in alto sulla scala della qualita'' nei settori ad elevata intensita' di manodopera ma ''sotto la media'' nelle industrie a forte contenuto tecnologico. Ed e' sotto la media per ''intensita' di ricerca e sviluppo''. Pesa anche, tra l'altro,''l'assenza di una strategia nazionale globale in materia di energia, una delle principali carenze strutturali dell'Italia''