ROMA – Imu 2013, per l’acconto di giugno si paga la metà di quanto si è pagato in tutto il 2012. I Comuni non potranno più modificare l’aliquota. L’Imu (non quello sulle prime case, che dovrebbe essere rinviato), dovrà prevedere il versamento del 50% dell’imposta dell’anno precedente. Come si faceva con l’Ici.
La commissione Bilancio della Camera ha approvato una norma che modifica le modalità sia le calcolo, che erano state recentemente rese più incerte e complicate, sia il termine entro il quale i comuni potranno deliberare modifiche di aliquote, che viene portato al 16 ottobre.
Al momento l’acconto Imu è dovuto da tutti gli immobili ma con molta probabilità (se il governo varerà il decreto sul quale si è impegnato) non riguarderà le prime case. Ma gli altri dovranno pagare.
La norma approvata modifica i criteri, introdotti nel decreto Pa, che stavano mettendo in difficoltà i Caf nei calcoli. In particolare era prima previsto che i comuni potessero cambiare l’aliquota entro il 16 maggio e che di questo si sarebbe dovuto tener conto già nell’acconto.
Una ulteriore modifica di aliquota, poi, sarebbe stata possibile fino al 16 novembre. Ora invece si torna ad un meccanismo semplificato per l’acconto. Dovrà essere pagato a giugno la metà di quanto dovuto nell’anno precedente, per poi – al momento del saldo – calcolare effettivamente l’importo dovuto per l’anno in corso e versare la parte rimanente.
E’ stata poi modificata la data entro la quale i comuni dovranno decidere e pubblicare su un apposito sito le delibere di modifica delle aliquote. La nuova scadenza è stata fissata al 16 ottobre: darà così possibilità alle amministrazioni municipale di verificare l’impatto delle scelte che il governo si accinge a prendere ma consentirà anche ai contribuenti di avere due mesi prima del pagamento del saldo per effettuare i calcoli di quanto dovuto.
