VENEZIA – Imu, per i capannoni industriali aumenti fino al 51%. E la rata a giugno si pagherà. La Cgia di Mestre (l’Associazione Artigiani e Piccole Imprese) lancia l’allarme.
In attesa del decreto legge che dovrebbe essere approvato nei prossimi giorni, la prima rata dell’Imu sui capannoni subirà un aumento medio nazionale del 35% rispetto a quella versata nello stesso periodo dell’anno scorso. E per 38 Comuni capoluogo di Provincia su 101 presi in esame, l’incremento sarà addirittura del 51%.
Tra questi 38 Comuni la Cgia segnala che in valore assoluto gli aumenti maggiori si avranno a La Spezia (+3.647 euro rispetto al 2012), Taranto (+1.736 euro) e Brescia (+1.472 euro).
”Con una crisi che non accenna ad allentare i suoi effetti negativi e con una contrazione della liquidità che aumenta di giorno in giorno, commenta Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre, è necessario che il Governo eviti questo ulteriore aumento di imposta, abolendo almeno il ritocco all’insù del coefficiente moltiplicatore”.
La Cgia interviene anche sull‘ipotesi di riduzione/abolizione dell’Imu sulla prima casa. ”La proposta di togliere l’Imu sulla prima casa è condivisibile. Tuttavia, corriamo il rischio di incorrere in nuovi aumenti dell‘Imu sulle attività produttive. Dato che il gettito della prima casa finisce interamente nelle casse dei Comuni, c’è la possibilità, a fronte di questa mancata entrata e di un eventuale ritardo nell’applicazione delle misure compensative, che molti sindaci aumentino le aliquote sugli immobili ad uso produttivo. Uno scenario che dobbiamo assolutamente scongiurare se non vogliamo penalizzare ulteriormente le imprese e di riflesso anche l’occupazione”.
