Figli disabili, anziani… Imu, le detrazioni che “non funzionano”

ROMA – Mancano pochi giorni alla scadenza dell’Imu e oltre alla corsa per i pagamenti c’è anche quella per cercare di capire eventuali detrazioni, anche se alcuni sconti non sembrano funzionare molto bene. Ad esempio, come scrive Repubblica, il primo caso riguarda chi ha un figlio disabile. Oltre alla detrazione di 200 euro sulla prima casa, la famiglia ne può infatti scontare altri 50 per ogni figlio d’età inferiore ai 26 anni residente nell’abitazione, anche se il ragazzo è sano, autonomo e già lavora (è previsto un tetto massimo di 400 euro). Ma se il figlio in questione ha superato i 26 anni non ci sono più diritti a sconti, nemmeno nel caso in cui il giovane sia colpito da una disabilità al cento per cento. A meno che non lo decida, autonomamente, il Comune.

Stessa incongruenza per la famiglia che, nell’abitazione principale, abita con anziano non autosufficiente e/o disabile. Anche in questo caso l’unica detrazione prevista è quella fissata per la prima casa, i 200 euro. I Comuni, volendo e potendo, potrebbero aumentare la detrazione, ma non sono obbligati a farlo. L’assistenza fornita al nonno curato in casa non è quindi premiata dal Fisco.

Poi ci sono le case di riposo. Nel caso un anziano single decida di andare in casa di riposo perché non vuole più stare solo e non ha nessuno che pensa a lui, potrebbe pagarsi la retta affittando la propria abitazione, ma se lo fa, non usufruirà più della detrazione di 200 euro prevista per la prima casa. Il Comune, infatti, può deliberare l’aliquota del 4 per mille solo quando l’abitazione non viene affittata.

Ad ogni modo il 18 giugno si avvicina e i Caaf sono presi d’assalto dai contribuenti non solo in cerca di assistenza fiscale, ma anche di conforto. Tanto che per far fronte alla fortissima domanda, molte sedi in numerose città resteranno aperte anche di sabato, il 9 e il 16 giugno, gli ultimi due fine settimana utili per la compilazione del famigerato modello F24.

Anche Poste Italiane teme la calca degli ultimi giorni e, per tagliare i tempi allo sportello, martedì ha diramato una circolare per permettere ai contribuenti di iniziare il processo di compilazione dell’F24 sul sito online delle Poste, senza bisogno di essere un utente autenticato. Una volta compilato il modello, l’utente salva la pratica e la stampa, così all’ufficio postale dovrà pagare soltanto l’importo dovuto, perché grazie alla presenza di un codice a barre sul modello stampato, l’impiegato allo sportello non dovrà inserire manualmente i dati al computer. Con un risparmio di 7/8 minuti a persona.

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Alessandro Avico