NEW YORK – La crisi dell’Europa non passa solo dai governi e dai debiti sovrani, ma anche, e non poco, dalle imprese dei 27. E uno dei maggiori problemi di queste aziende, sottolinea il New York Time, è che le banche sono molto riluttanti a concedere prestiti.
La situazione è critica, sottolinea il quotidiano americano. La pressione aumenta. I casi di insolvenza, ovvero quei casi in cui il debito di una compagnia supera il valore dei suoi beni e immobili, è prevista in crescita del 21 per cento nel 2012 in tutta l’Eurozona. Le previsioni dicono che Paesi come la Spagna, la Grecia e la stessa Italia registreranno record di crescita annuale, e negli Stati Uniti il numero delle aziende insolventi sta crollando.
Ma con il tempo che passa le prospettive di fanno più nere. Il New York Times cita la stima di Ludovic Subran, capo economista della compagnia di assicurazioni francese Euler Hermes, secondo cui circa due terzi delle compagnie europee che saranno insolventi andranno in bancarotta,
“L’ambiente degli affari è peggiorato”, ha detto Subran al New York Times. “Molte compagnie stanno perdendo la propria competitività e vengono colpite da una riduzione della spesa da parte dei consumatori”.
Secondo i dati del Fondo monetario internazionale il prodotto interno lordo dell’Eurozona nel 2012 diminuirà dello 0,5 per cento. La contrazione sarà più rigida nell’Europa meridionale, dove l’economia italiana si dovrebbe contrarre, secondo le previsioni, del 2,2 per cento, mentre quella spagnola dell’1,7 per cento.
I venti contrari della crisi economica stanno facendo una strage dei profitti delle compagnie. Mentre l’Europa è alle prese con la recessione, i livelli di disoccupazione aumentano, la confidenza dei consumatori sta crollando e gli ordini del settore manifatturiero stanno precipitando.
Ad essere colpite più duramente, sottolinea il New York Times, sono state le aziende focalizzate sui consumatori, come la britannica Tesco, la francese Carrefour. E uno dei motivi di questa situazione è la riluttanza delle banche a concedere prestiti. Così, senza l’ancora di salvezza che le banche potrebbero offrire, le aziende gravate dai debiti vendono i loro0 asset e tagliano gli investimenti per conservare un minimo di cash.
A dicembre Seat Pagine Gialle ha annunciato che non avrebbe pagato i 72 milioni di dollari ai creditori, dal momento che la compagnia doveva ristrutturare i propri bilanci. Si trattò della seconda volta in meno di un anno, da parte di Pagine Gialle.
Le crisi dei debiti sovrani non fa che peggiorare la situazione. Uno studio della Banca centrale europea ha mostrato che le istituzioni hanno ridotto il credito disponibile per le aziende nel terzo quadrimestre del 2011.
A dicembre la Bce ha concesso al settore finanziario 489 miliardi di euro di prestiti a basso interesse, sperando in questo modo di agevolare le concessioni di credito da parte delle bacnhe europee alle aziende per far ripartire l’economia. Ma anziché offrire in prestito il denaro alle aziende, le istituzioni hanno preferito depositarlo nelle varie banche centrali nazionali per custodirlo senza usarlo.
