MILANO – L'Antitrust archivia il caso Intesa-Agricole. Dopo oltre due anni si spegne quindi il faro che l'Authority aveva puntato sul patto di sindacato siglato a suo tempo dalla banca francese e con Generali sulle rispettive partecipazioni possedute nella banca presieduta da Giovanni Bazoli.
E cosi', la commissione guidata da Antonio Catricala', decidendo ''di non sanzionare'' la Ca' de Sass, ha autorizzato le parti a varare un pacchetto di misure su quel restante 3,81% che la Banque Verte (lo scorso febbraio era al 5,8% circa) continuava a possedere nonostante l'obbligo di scendere sotto il 2 per cento entro venerdi' prossimo.
Per queste ragioni i francesi hanno spostato l'intera partecipazione in due nuovi conti titoli presso la finanziaria lussemburghese Clearstream attraverso la propria filiale Caceis Investor Services. Piu' da vicino, in un conto, cosiddetto vincolato, e' finito il 2,8% circa di Intesa SanPaolo e restera' parcheggiato li' fin quando non si fara' avanti un compratore.
Nel frattempo pero' su questa partecipazione vigeranno una serie di ''istruzioni irrevocabili per impedire'' che l'Agricole possa ''esercitare i diritti di voto'', ha spiegato l'Antritrust in una nota. Piu' da vicino i francesi avranno il divieto di ritirare i titoli dal conto, il divieto di votare in assemblea e l'obbligo di fornire tutte le informazioni necessarie sulla partecipazione.
Il restante un per cento, invece, verra' svuotato dai diritti relativi all'esercizio della governance, trasformando la partecipazione della banca francese a quella di un piccolo azionista. In altre parole, su questo pacchetto residuale, e' stato deciso che il Credit Agricole ''non presentera' liste di candidati per la nomina del consiglio di sorveglianza, non partecipera' alle votazioni relative al rinnovo del consiglio di sorveglianza, comunque non nominera' o esprimera', negli organi di sorveglianza, gestione o di amministrazione di Intesa, esponenti aziendali dell'Agricole o altri soggetti ad essa collegati in via diretta o indiretta''.
Il procedimento era stato aperto dall'Antitrust il 14 maggio del 2009 dopo che l'Agricole e le Generali avevano siglato un patto parasociale che secondo la commissione non garantiva la necessaria indipendenza di Intesa SanPaolo rispetto agli altri due soggetti. L'Antitrust contestava in particolare il mancato rispetto della misura in base alla quale il Credit Agricole, a partire dal 1 gennaio 2008, avrebbe dovuto detenere una partecipazione non superiore al 5% di Intesa SanPaolo.