Intesa Sanpaolo, via libera dell’Antitrust all’acquisizione del 51% di Banca Monte Parma

ROMA – Via libera condizionato dell’Antitrust all’acquisizione del 51%, da parte di Intesa Sanpaolo, della Banca Monte Parma, istituto in difficoltà finanziarie e finita sotto la lente della Banca d’Italia. Operazione realizzata nello scorso ottobre. L’autorita’ annuncia infatti che senza la piena attuazione delle misure sullo sciogliemtno dei legami con Credit Agricole (nelle province di Parma e Piacenza la controllata dei francesi Cariparma e’ il primo operatore ndr) verra’ riaperta l’istruttoria.

Secondo l’Antitrust, che dovrà chiudere il procedimento di inottemperanza sullo scioglimento dei legami tra Banca Intesa San Paolo e Credit Agricole nei confronti di Intesa San Paolo entro il 15 luglio 2011, attualmente ”Credit Agricole, a causa dei legami con il gruppo bancario italiano, non puo’ essere considerato un soggetto terzo”.

L’acquisizione di Banca di Parma è stata quindi analizzata anche alla luce delle quote di mercato, nei singoli comparti, detenuti da Credit Agricole tramite la controllata Cariparma-Friuladria: ne è risultata una posizione dominante collettiva nelle province di Parma e Piacenza nei mercati della raccolta, degli impieghi alle famiglie consumatrici e degli impieghi alle famiglie produttrici, della distribuzione di servizi di risparmio gestito e dei prodotti assicurativi. Per questo secondo l’Antitrust solo la piena attuazione di misure che assicurino la terzietà tra Intesa e Credit Agricole potra’ superare gli effetti restrittivi derivanti dall’acquisizione di Banca di Parma.

La procedura di inottemperanza nei confronti di Banca Intesa, attualmente in corso, dovra’ valutare una serie di iniziative presentate sia da Intesa San Paolo che da Credit Agricole, tra cui l’ulteriore riduzione della quota, attualmente al 4,79% con mandato a un divestiture trustee, e in ogni caso il congelamento dei diritti di voto.

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