ROMA – A giugno arriva l’Imu, il caro benzina pesa sul pieno come un macigno giĆ da mesi, e in più ci penseranno le addizionali regionali e comunali a sfoltire ulteriormente la busta paga. Le prime peseranno per circa 62 euro, in media, mentre le seconde variano da Comune a Comune.Ā A fare i conti in tasca a questo nuovo aumento del prelievo ĆØ il Caf-Cisl nazionale.
IRPEF REGIONALE, STANGATINA PER TUTTI: Lāaumento del prelievo scatterĆ per tutti sulle addizionali regionali e sarĆ dello 0,33%, con un effetto che varierĆ dai 51 euro per un salario da 1.200 euro mese ai 137 per uno stipendio da 3.200 euro per lāIrpef Regionale. Pagheranno invece 73 euro i contribuenti con 1.700 euro di stipendio e 94 euro quelli che con una busta paga mensile di 2.200 euro.
IRPEF COMUNALE, SOLO PER CHI HA GIAā DELIBERATO: CāĆØ però lāincognita Irpef Comunale. Lāaumento in questo caso va deciso dalle singole amministrazioni comunali che, se non lo hanno ancora deliberato, farĆ scattare lāeventuale aumento solo dopo. Qualche Comune ha però giĆ deciso di utilizzare questa leva per aumentare i propri introiti tanto che, in questo caso, lāimpatto annuale sulle buste paga potrĆ salire ā ĆØ il caso di Chieti ā fino a a 193 euro.
Il Corriere della Sera fa due esempi concreti. Chi ha uno stipendio di 1.200 euro mensili lordi, “si vedrĆ trattenuti 51 euro di addizionale regionale annua in più e se vive a Catanzaro, dove l’amministrazione comunale ha deciso giĆ per un aumento dell’Irpef comunale dello 0,30 per cento, ulteriori 47, per un totale appunto di 98 euro di addizionali in più all’anno, giĆ a partire da questo mese. A Chieti, dove il Comune ha deciso per un più 0,135 per cento (21 euro), la trattenuta complessiva sarĆ di 73 euro. DIFFERENZE REGIONALI – Naturalmente le cifre crescono al crescere del reddito. Per un lavoratore con reddito basso, 1700 euro lordi al mese, 22.100 all’anno, l’aumento annuo dell’addizionale regionale sarĆ di 73 euro e con un eventuale incremento massimo, come a Catanzaro, dell’Irpef comunale, si arriverĆ fino a 139 euro annui in più”.
POCHI I COMUNI CHE HANNO GIAā DELIBERATO: Fortunatamente i Comuni che hanno deliberato aumenti allo stato non sono molti. La manovra di Ferragosto firmata Tremonti-Berlusconi ha riconosciuto ai Comuni la possibilitĆ di deliberare, a partire dal 2012, aumenti dellāaddizionale comunale fino a raggiungere unāaliquota massima complessiva pari allo 0,8%, possibilitĆ che era stata ācongelataā nel 2008 dallo stesso Tremonti. Ma nei casi in cui lāaumento sia giĆ stato deliberato il conto arriverĆ martedƬ prossimo (altrimenti scatterĆ successivamente): si andrĆ , ad esempio, da un aumento (comunale) di 47 euro a Catanzaro (+51 euro per lāaddizionale regionale, in tutto 98 euro in più) per un pensionato o lavoratore dipendente con 1.200 euro mensili (lordi) fino ad arrivare ai 193 euro di un pensionato/dipendente con 3.200 euro lordi mensili di Chieti (+137 euro di addizionale regionale e 56 euro per quella comunale). Insomma non un vero e proprio salasso ma una mini-stangata che si aggiungerĆ a tutte le altre in attesa del temuto arrivo dellāImu a giugno e del ātemutissimoā rincaro di 2 punti delle aliquota Iva da ottobre prossimo, anche se in questāultimo caso il Governo sembra stia cercando vie alternative.
NIENTE PRELIEVO PER I REDDITI BASSISSIMI: Ad essere salvaguardati saranno solo i pensionati e i dipendenti con i redditi più bassi, che hanno redditi talmente sottili non dover pagare nemmeno lāIrpef principale. In particolare non dovranno alcuna addizionale i pensionati fino a 75 anni che guadagnano fino a 7.535 euro lāanno e quelli oltre 75 anni che guadagnano fino a 7.785 euro. I lavoratori, invece, saranno esenti fino a 8.030 euro.
IMU E IVA, STANGATE IN ARRIVO: Ma il vero salasso per le tasche degli italiani arriverĆ a giugno con lāImu. La nuova imposta municipale ĆØ una nuova Ici che si pagherĆ anche sulle prime case e che sarĆ ancora più alta sulle seconde. La chiamata alla cassa, per il debutto di questa nuova tassa, ĆØ per il 20 di giugno. Ad ottobre, poi, ĆØ in arrivo lāaumento dellāIva dal 21 al 23%. Introdotto come norma di āsalvaguardiaā per raggiungere il pareggio di bilancio potrĆ essere sostituito da altre fonti di entrata come la riduzione delle agevolazioni o il taglio delle spese con la spending review.
