Istat: “In rosso le vendite di beni non alimentari”

ROMA – La crisi dei consumi continua, anzi peggiora. Le vendite al dettaglio a giugno segnano un calo dell’1,2% rispetto a un anno prima, trascinate al ribasso dal settore ‘non food’, in particolare dal comparto che raggruppa elettrodomestici, tv e registratori. Insomma, gli italiani dopo avere tagliato sui prodotti della tavola tornano a stringere i cordoni della borsa anche per tutti gli altri capitoli di spesa.

A soffrire di piu’ la stretta sono i piccoli negozi, le botteghe, i punti vendita di quartiere. Si chiude, cosi’, un semestre che ha visto i consumi, mai usciti dalla crisi, passare dallo stallo al segno meno. Secondo i dati dell’Istat, infatti, giugno non solo segna una contrazione annua del commercio al dettaglio (-1,2%), ma regista un calo (-0,2%) anche rispetto a maggio, mese che era risultato gia’ in perdita.

Il giro degli affari, fa notare l’Istat, e’ ”in rosso” per tutto il comparto non alimentare (-1,8%), con l’unica eccezione per la voce che comprende le dotazioni per informatica, telecomunicazione e telefonia (+1,2%). In questo caso, probabilmente, la riduzione dei prezzi per cellulari ha giocato a favore. Per il resto non si salva alcun prodotto.

Nei dettagli risulta in caduta libera il settore che include elettrodomestici, radio, tv e registratori (-5,1%), con le vendite di ventilatori e condizionatori che, invece, di risollevare gli acquisti li deprimono. In forte ribasso risultano pure gli acquisti per i prodotti farmaceutici (-3,2%).

E neppure allargando lo sguardo a tutta la prima parte dell’anno si torna a un dato positivo. L’Istituto di statistica, infatti, segna una diminuzione tendenziale tra gennaio e giugno dello 0,4%.

Guardando ai diversi punti vendita, giugno rappresenta un mese particolarmente negativo per i piccoli negozi, che hanno subito una flessione dell’1,9%, ma anche la grande distribuzione e’ al palo (-0,3%). Controcorrente vanno solo i discount (+1,5%), indice della rinuncia alla qualita’ per guadagnare sul prezzo. La gelata sulle vendite preoccupa commercianti e consumatori.

Per Confcommercio e ”l’ennesima certificazione della debolezza della domanda”, secondo Confesercenti la situazione dei consumi ”e’ disastrosa” e a pagare il conto piu’ salato sono i piu’ deboli, ovvero i negozi di vicinato. I dati dell’Istat allarmano pure Federconsumatori e Adusebf, che prevedono una caduta della spesa per consumi a fine anno pari a 10 miliardi di euro.

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