MILANO, 3 GIU – L'Italia si candida ad essere ''la porta in Europa'' della Cina, per dirla con le parole del ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani. E, grazie agli accordi siglati oggi per oltre 3,2 miliardi di euro, 14 di natura commerciale e due di natura istituzionale, punta ad agganciare la vorticosa crescita economica di Pechino.
Le intese sono state firmate nel corso di una bilaterale Italia-Cina dalle caratteristiche storiche: perche' il vice presidente cinese Xi Jinping era sin dalla vigilia a Roma per la festa della Repubblica dei 150 anni, e perche' e' alla prima visita in Italia da quando e' diventato palese il suo 'status' di successore designato del presidente Hu Jintao, il cui mandato scade nel 2012 (di ottobre la simbolica nomina nella Commissione militare del Partito comunista). Xi nel mattino ha incontrato a Roma il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il ministro degli Esteri Franco Frattini. In serata si e' poi spostato a Milano per una cena con la Fondazione Italia-Cina cui hanno partecipato oltre 300 imprenditori.
''Siamo la porta in Europa per la Cina'', ha detto Romani a margine dell'incontro a Milano con Xi, al quale hanno partecipato anche il ministro dell'Economia Giulio Tremonti e il presidente Confindustria Emma Marcegaglia. Della Cina ''non c'e' piu' da avere paura – ha aggiunto Romani -, ma solamente da essere partner industriali ed economici nell'interesse sia loro che del nostro sviluppo''.
Le intese siglate tra Berlusconi e Xi, ha spiegato la presidenza del Consiglio, vanno nella direzione indicata dal Piano d'Azione Triennale approvato nell'ottobre scorso. Tra gli obiettivi, il raddoppio dell'interscambio bilaterale entro il 2015. Nel 2010 il valore degli scambi commerciali e' cresciuto di quasi il 50%, mentre attualmente il Bel Paese e' il quarto partner europeo della Cina.
''Ci sono alcune sinergie importanti, siamo interessati ad aumentare la nostra presenza in Cina'', ha cosi' segnalato la Marcegaglia. Attualmente, ha spiegato, le imprese italiane in Cina sono 2.500 con un interscambio attorno al 15 miliardi di dollari. Tra gli imprenditori presenti all'incontro con Xi, anche il presidente Fiat John Elkann, l'amministratore delegato dell'Enel Fulvio Conti, l'A.d per l'estero delle Generali Sergio Balbinot, oltre al presidente della Fondazione Italia-Cina Cesare Romiti e al presidente dell'Ice, Umberto Vattani.
Nel mattino per Telecom Italia era invece intervenuto a Roma l'A.d Franco Bernabe': il gruppo delle telecomunicazioni ha siglato una lettera di intenti con la cinese Huawei Technologies per una cooperazione strategica di circa un miliardo di dollari per cinque anni. Fiat ha invece concluso degli accordi con Guangzhou Automobile e con Hangzhou Advanced Gearbox per un valore di 349 milioni di dollari. Tra le altre intese della giornata anche anche quella tra Wind e China Development Bank corporation per il finanziamento di una rete di telecomunicazioni. L'elenco e' pero' lungo e vede in pista, per parte italiana, anche gli armatori di Rizzo Bottiglieri De Carlini, Linkem (wireless e banda larga), Fiat Powertrain Technologies, Comau, Gvs, Kedrion, Colleferro Solar Power Station in Italia, il gruppo Miroglio, Nuovo Pignone, Safe gas technology, l'Istituto Marangoni e M.T.
Un memorandum per una cooperazione nella ricerca scientifica e' stato siglato poi tra il ministero italiano dell'Istruzione e della ricerca quello cinese della Scienza e della tecnologia. Quest'ultimo ha anche siglato un accordo quadro per il supporto all'innovazione con la Regione Toscana.
