Italia nel mirino: spread record, Borsa in affanno

ROMA – E' venerdi' nero per l'Italia, con i mercati finanziari che approfittano delle turbolenze politiche e prendendo di mira Piazza Affari e i titoli di Stato: lo 'spread' decennale e' volato al nuovo record a un passo dai 250 punti base.

Sotto attacco la borsa di Milano, con l'indice Ftse Mib che ha chiuso in calo del 3,47%, scendendo sotto i 19.000 punti ai minimi dal luglio 2010. Fra i timori per gli imminenti risultati degli 'stress test' sulle banche europee sprofondano i titoli finanziari: Unicredit, l'unica fra le maggiori banche a non aver annunciato un aumento di capitale, e' la piu' colpita fra le banche con un calo del 7,85% dopo perdite dell'8%. Banco popolare chiude in perdita del 6,46%, Intesa SanPaolo del 4,56% e va male anche agli assicurativi, con Generali a -4,4% e Fondiaria Sai a -7%. Sotto pressione anche le banche europee, con Credit Agricole a -4% e Banco Santander a -3,8%.

La situazione a Piazza Affari che ha messo in allerta la Consob, che ha in corso un monitoraggio stretto dell'andamento della borsa – in particolare bancari e assicurativi – e parla di una reazione degli operatori ''probabilmente eccessiva''.

L'allarme spinge ad attivarsi anche il governatore di Bankitalia, Mario Draghi: il prossimo presidente della Bce e' certo ''che gli intermediari italiani supereranno con un margine significativo gli stress test in corso in sede europea'' e interviene anche a difesa della manovra finanziaria, ''un passo importante per il consolidamento dei conti pubblici''. Anche il presidente dell'Abi Giuseppe Mussari si affretta a chiarire: l'ipotesi che, dopo gli stress test, alcune banche europee possano necessitare del sostegno governativo ''non riguarda le banche italiane''.

La pioggia di vendite e' proseguita tuttavia indisturbata sui titoli del debito pubblico: lo stallo europeo sul nuovo salvataggio necessario per la Grecia fa salire i timori di contagio, facendo impennare gli spread di Irlanda e Portogallo sopra i 1.000 punti mentre l'euro scende e sfiora gli 1,42 dollari. Alcuni trader anonimi, citati dall'agenzia Reuters, parlano specificamente di un ''attacco all'Italia''. Pesa l'incertezza del quadro politico che metterebbe in forse – si sostiene – la messa in pratica della manovra, che dovra' passare dalle forche caudine del Parlamento.

Fatto sta che il premio di rendimento pagato dai Btp decennali rispetto al 'bund' tedesco e' volato oggi a 248 punti base, un livello mai visto durante gli anni dell'euro, e il tasso decennale ha segnato il massimo dal 2002 arrivando a pagare il 5,37%. Lo 'spread' italiano sta sempre piu' riducendo la distanza dalla Spagna (che viaggia a 283 punti base).

I meno di 40 punti di distanza (erano 90 poche settimane fa) fanno dire al Wall Street Journal che l'Italia ''rischia di prendere l'influenza spagnola''. Secondo il Wsj, ''nonostante la convenzione secondo cui la Spagna e' la piu' vulnerabile dopo Grecia, Irlanda e Portogallo, l'attenzione degli investitori si stano concentrando sempre piu' sull'Italia''.

Intanto le agenzie di rating stanno alla finestra e attendono il passaggio parlamentare che attende la manovra dei conti pubblici in Italia. Ci sono ''misure interessanti'', dice Alexander Kockerbeck, analista di Moody' che ha minacciato la bocciatura del rating italiano il mese scorso.

Ma c'e' anche ''un punto interrogativo'' sulle messa in pratica delle misure annunciate, che dipende non solo da Roma ma anche da come Bruxelles riuscira' a gestire la crisi greca: ''se non si trova una soluzione e prosegue il forte allargamento degli spread – avverte Kockerbeck – dovremo vedere in che misure questo impedisce la possibilita' del governo di agire sul debito pubblico'' in Italia.

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