ROMA – Quello fra Italia e Spagna sul fronte dello "spread" è un testa a testa che va avanti da due mesi, da quando cioè Roma ha cominciato a fare meglio di Madrid sul piano delle riforme economiche e la Spagna, di converso, ha rinunciato all'obiettivo di riduzione del deficit che le era stato chiesto dall'Europa. Prima dello scorso marzo, la situazione del premio di rendimento è stata per mesi tutta a vantaggio della Spagna, creduta come piu' credibile, e con conti piu' solidi, rispetto all'Italia. Ecco l'andamento dello 'spread' mese per mese.
GIUGNO 2011. Ancora un anno fa, ad aprile 2011, e fino a tutto il mese di luglio lo 'spread' fra Roma e Madrid era tutto a favore della citta' Eterna, che pagava rendimenti piu' bassi rispetto alla SPagna e dunque presentava un premio di rendimento 'negativo'. Il punto piu' basso gli spagnoli, alle prese con le forti difficolta' del sistema bancario, l'hanno toccato nel giugno scorso, con il Tesoro iberico costretto a pagare 81 centesimi in piu' rispetto a Via xx Settembre.
AGOSTO 2011. Il punto di svolta, in senso negativo per l'Italia, e' nello scorso agosto, quando i tassi sui Btp decennali subiscono un'impennata sfiorando il 6% e anche la Banca centrale europea e' costretta a muoversi, mentre il governo Berlusconi e' costretto a una nuova manovra correttiva. Lo spread italiano diventa positivo, il costo del nostro debito, cioe', supera quello di Madrid.
2011/2012. Il picco negativo, per l'Italia, e' il 30 dicembre, quando lo spread dei Btp sui 'Bonos' supera i 200 punti base, ossia ben due punti percentuali in piu' per riuscire a vendere titoli decennali. Una situazione che si protrarra' fino a tutto il mese di febbraio 2012, quando i mercati iniziano a farsi un'idea positiva del risanamento messo in atto dal governo Monti mentre, al contrario, la Spagna desta nuove preoccupazioni.
MARZO 2012. Il 'sorpasso' vero e proprio l'Italia lo mette in atto il 2 marzo, quando il tasso pagato dai Btp diventa inferiore a quello dei Bonos sulla scadenza decennale. Di mezzo c'e' l'azione del governo italiano e il 'demerito' di Madrid, alle prese, a differenza di Roma, con un mercato immobiliare in crisi nera che minaccia banche e aziende e minaccia a ricaduta anche i conti pubblici. Madrid annuncia che nel 2012 il suo Paese manchera' gli obiettivi sul deficit concordati con la Ue: invece del 4,4%, arrivera' al 5,8%. E cosi', e' ora la SPagna a pagare un premio rispetto all'Italia, con uno 'spread' che si amplia progressivamente fino ai 40 centesimi lo scorso 21 marzo.
