BRUXELLES, 24 AGO – Prima ha chiesto il Partenone. Poi si è 'accontentata' di alcune centinaia di milioni da versare in un deposito fruttifero. Ed ora è pronta a discutere di nuove modalità.
Ma la Finlandia non molla: per prestare altri soldi alla Grecia vuole garanzie bilaterali 'ad hoc' e poco importa se ciò crea nuove fratture all'interno dell'Eurogruppo e blocca di fatto l'attuazione delle decisioni prese dal vertice straordinario del 21 luglio scorso per il salvataggio della Grecia e la stabilizzazione dell'Eurozona.
Il caso Finlandia è 'esploso' appena la tempesta finanziaria di agosto si è un poco placata. La scorsa settimana Helsinki ha annunciato di aver raggiunto un accordo con Atene per ottenere garanzie collaterali aggiuntive, così come previsto – in termini molto vaghi adottati proprio per superare le obiezioni finlandesi – al punto 9 dell'accordo del 21 luglio scorso.
Peccato, si osserva a Bruxelles, che la Grecia ha le casse vuote e per dare garanzie supplementari, vista l'impossibilità di impegnare il suo patrimonio territoriale e culturale, dovrà attingere ai finanziamenti europei, appesantendo così il conto per gli altri partner dell'Eurogruppo.
L'idea non è affatto piaciuta alla Germania, seguita subito da Olanda, Austria, Slovenia e Slovacchia. Berlino ha chiesto di sottoporre l'intesa Helsinki-Atene all'approvazione dell'Eurogruppo, mentre l'Aja e Vienna hanno fatto sapere che se l'accordo bilaterale passerà anche loro chiederanno garanzie aggiuntive. Con il rischio di far saltare il già fragile compromesso faticosamente raggiunto il 21 luglio davanti all'incalzante minaccia del fallimento della Grecia e alla necessità di stabilizzare l'eurozona potenziando il fondo salva-Stati Efsf.
''E' vero, il problema esiste'', hanno confermato oggi fonti comunitarie. La posizione del governo di Helsinki si è irrigidita dopo che, lo scorso aprile, il partito euroscettico dei 'Veri Finlandesi' ha registrato un successo senza precedenti e la coalizione di governo si regge ora su fragili equilibri. E questo, ricordano le stesse fonti, è stato uno dei problemi al centro del vertice straordinario di luglio.
Davanti alla levata di scudi di Germania & c., il premier finlandese, Jyrki Katainen, ha detto oggi di essere pronto a modificare le modalità dell'accordo bilaterale al fine di ottenere il via libera del'Eurogruppo. Ma trovare un compromesso per uscire dall'impasse creatosi non sembra facile.
''Le discussioni in corso da giorni sono difficili e il problema ha ormai assunto una valenza fortemente politica'', ha osservato un'altra fonte Ue. A dover mediare è, per ironia della sorte, proprio un finlandese, il commissario per gli affari economici e monetari Olli Rehn. Il quale, attraverso il suo portavoce, oggi ha ricordato ancora una volta quanto sia ''importante'' e urgente l'applicazione ''rapida e integrale'' dell'accordo del 21 luglio.
