MILANO – E ora sotto con il Portogallo: il dossier greco e' tutt'altro che chiuso, ma ora la speculazione sembra cercare un'altra vittima e Lisbona potrebbe essere la prossima. Questo almeno il segnale di maggior rilievo arrivato dai mercati, dove i titoli di Stato a 10 anni del Paese lusitano hanno aumentato i loro rendimenti di 25 punti base. Piatte le Borse in attesa delle decisioni dell'Eurogruppo, stabile l'euro.
Ma la tensione e' tornata anche sui titoli di Stato italiani e spagnoli, con lo spread tra il Btp a 10 anni e l'analogo bund tedesco che ha chiuso la prima seduta della settimana in rialzo a 315,7 punti base dai 304 di venerdi', con un rendimento salito al 4,91%. Ma su questo fronte l'appuntamento piu' atteso dagli operatori e' quello dell'indomani, con l'asta dei Bot da 12 miliardi.
Da segnalare comunque che e' cresciuto sul mercato telematico il rendimento anche dei titoli 'made in Italy' a cinque e due anni, rispettivamente di 8 e 9 punti base.
Certo nell'asta dei Bot sara' difficile anche solo avvicinare i risultati dell'odierna collocazione della Germania, che ha 'piazzato' titoli di stato semestrali (Bubill) per 3,5 miliardi di euro, con un rendimento medio sceso allo 0,053% dallo 0,076% dell'asta di un mese fa. Bene la domanda, che ha superato l'offerta di 1,6 volte contro il rapporto 1,5 precedente. Cosi' tra le valute recupera terreno l'euro contro il dollaro, dopo il calo di venerdi': la moneta unica si muove intorno a 1,315, con la rottura di quota 1,31 che, secondo gli analisti, potrebbe aprire lo spazio a un calo sotto 1,30.
Mentre si intensificano le attenzioni degli investitori sull'annuncio del Fomc di domani sera e sul discorso del presidente della Fed, Ben Bernanke, di mercoledi', le Borse europee sono rimaste prive anche di dati macro Usa dai quali trarre spunto, visto che quello sul deficit pubblico e' uscito a mercati del Vecchio continente chiusi. Cosi' tutte le piazze finanziarie hanno concluso le contrattazioni su frazionali scostamenti dalla parita' (Milano -0,1%), con l'eccezione di Madrid (-1,24%), Lisbona (-1,29%) e Atene (-2,45%) che 'pagano' proprio la paura del ritorno della speculazione.
E a livello globale un aiuto non e' venuto dagli ultimi dati dell'economia cinese, che ha registrato un deficit commerciale a febbraio di 31,48 miliardi di dollari (dal surplus di 27,28 miliardi di dollari di gennaio), il peggior andamento degli ultimi 22 anni. Hanno pesato soprattutto le importazioni, con un segnale preoccupante: sarebbero in aumento le scorte di carburanti, sul timore di un peggioramento della crisi iraniana. Il petrolio comunque per ora non si muove: a New York viene scambiato in calo rispetto alla fine della scorsa settimana vicino ai 106 dollari al barile.