Landini critica la Cgil: 'Sui contratti ha ceduto'

ROMA, 30 GIU – ''Il giudizio non puo' che essere negativo e rappresenta un arretramento, un cedimento della Cgil su almeno due punti fondamentali''. Lo dice il segretario della Fiom Maurizio Landini in un'intervista al Manifesto sull'accordo raggiunto da Confindustria, Cgil, Cisl e Uil su contratti e rappresentanza, precisando che i due nodi sono l'assenza dell'obbligatorieta' del voto dei lavoratori e l'apertura ''alla possibilita' di deroga al contratto nazionale''.
''Vorrei far notare – prosegue – che anche l'aspetto positivo che riguarda la certificazione delle organizzazioni sindacali non e' sufficiente di per se' a garantire un percorso contrattuale democratico, perche' non esclude la possibilita' di stipulare accordi separati. L'unica garanzia a questo fine e' il voto delle lavoratrici e dei lavoratori. La Cgil avrebbe dovuto considerarlo discriminante, anche raccogliendo la domanda di democrazia che rimbomba nelle strade, nelle piazze e nelle urne''. E poi, si chiede Landini, ''ti pare che si possa accettare un divieto di sciopero nascosto dietro il termine 'tregua'?''.
Il leader dei metalmeccanici della Cgil boccia anche la richiesta al governo di incrementare le azioni finalizzate a ridurre tasse e contributi intervenendo sul livello contrattuale aziendale: ''In un Paese in cui l'80% dei lavoratori e' in aziende con meno di 50 dipendenti, quale redistribuzione della ricchezza garantirebbe un intervento riguardante una piccola minoranza?''.
La proposta che la Fiom avanzera' alla Cgil e' di coinvolgere tutti i lavoratori ''chiedendo loro un giudizio sul testo che a noi non piace''. Nessuna ipotesi di fuga dalla Cgil, la Fiom ''non si arrende'' assicura Landini, ma continuera' a battersi ''perche' i punti di vista dei lavoratori abbiano peso in tutte le scelte e nella definizione della linea sindacale''.

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Alberto Francavilla