ROMA – Stipendi fermi, in aumento i prezzi dei prodotti più acquistati: è la fotografia scattata dall’Istat.
Le retribuzioni contrattuali orarie a febbraio restano ferme su base mensile mentre salgono dell’1,4% su base annua. Il valore tendenziale rimane ai minimi dal marzo del 1999.
A febbraio la forbice tra l’aumento delle retribuzioni contrattuali orarie (+1,4%) e il livello d’inflazione (+3,3%), su base annua, tocca una differenza di 1,9 punti percentuali, allo stesso livello di dicembre, che rappresenta il divario più alto dall’agosto del 1995.
Con riferimento ai principali macro-settori, a febbraio le retribuzioni orarie contrattuali registrano un incremento tendenziale dell’1,8% per i dipendenti del settore privato e una variazione nulla per quelli della pubblica amministrazione.
I settori che a febbraio presentano gli incrementi tendenziali maggiori sono l’attività dei vigili del fuoco (3,1%), energia elettrica e gas (3,0%). Si registrano, invece, variazioni nulle per i comparti dell’agricoltura, del credito e assicurazione e per tutti quelli della pubblica amministrazione, a eccezione dei vigili del fuoco.
Nel primo bimestre dell’anno, per l’insieme dei contratti monitorati dall’indagine, non è stato ratificato alcun accordo. Alla fine di febbraio la quota dei dipendenti in attesa di rinnovo è del 32,6% nel totale dell’economia e del 12,3% nel settore privato.
L’attesa del rinnovo per i lavoratori con il contratto scaduto è, in media, di 26,0 mesi sia nel totale che nell’insieme dei settori privati. L’indice orario delle retribuzioni contrattuali a gennaio è aumentato, in termini congiunturali, dello 0,8% per effetto dell’applicazione di numerose clausole contrattuali.
Nel mese di febbraio, invece, l’indice orario è restato invariato rispetto al mese precedente non essendo intervenuto alcun adeguamento contrattuale. Sia in gennaio sia in febbraio, a fronte di un aumento tendenziale medio dell’1,4%.
Per quanto riguarda la spesa e l’inflazione, i prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza (dal cibo ai carburanti) sono aumentati nell’ultimo mese del 4,6% su base annua contro il +4,5%, un balzo record che non si registrava dal 2008 e che stona con la stagnazione dell’inflazione (il divario è arrivato a 1,3 punti percentuali).
Su questa base il divario con le retribuzioni arriva, addirittura, a 3,2 punti percentuali. Consistente anche la crescita su base mensile: +0,6%. Sul fronte delle retribuzioni contrattuali orarie a gennaio l’aumento congiunturale è arrivato allo 0,8% (+1,4% su base annua), ma a febbraio risultano in attesa di rinnovo ancora 36 accordi contrattuali, di cui 16 appartenenti alla pubblica amministrazione, relativi a 4,3 milioni di dipendenti (circa 3 milioni nel pubblico impiego).
l’inflazione acquisita per il 2012 risulta pari al 2,3%, mentre l’aumento dei prezzi di fondo – calcolato al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi – sale al 2,3% dal 2,2% di febbraio. La stabilizzazione dell’inflazione – spiega l’Istat – è il risultato della stazionarietà del tasso di crescita tendenziale dei prezzi dei beni (+4,2% come a febbraio 2012), accompagnato da un lieve rialzo di quello dei servizi (+2,3%, dal +2,2% del mese precedente).
Gli aumenti più marcati, su base annua, si registrano per i prezzi delle sigarette (+8,8%), per quelli del caffè (+12,8%) e per il trasporto aereo passeggeri (+14,9%, su base mensile +16,3%). Tra gli alimentari resta sempre su alti livelli il tasso di crescita del prezzo dello zucchero (+12,5%). Tra i servizi, invece, considerevole è il rincaro tendenziale delle spese condominiali (+4,2%). Guardando ai beni energetici, oltre a benzina e gasolio, si registra anche il balzo messo a segno dal Gpl (+8,8% congiunturale e +7,9% annuo).
Stabile la crescita annua del prezzo della benzina al +18,6% come a febbraio anche se si registra una progressione del 3,4% su base mensile: il gasolio per i mezzi di trasporto rincara del 22,5% in termini tendenziali (dal 25,5% di febbraio) e sale dell’1,9% sul piano congiunturale.
Inflazione in lieve calo a marzo nei 17 Paesi dell’Eurozona. Secondo la stima resa nota oggi dall’Eurostat la crescita dell’indice che misura l’andamento dei prezzi al consumo su base annua è stata questo mese del 2,6% contro il 2,7% di febbraio.
