”Le regole di Bruxelles ci dicono che quei fondi non possono essere utilizzati per il taglio del cuneo in quanto tale, cioè per tutti i lavoratori – spiega il ministro – Li possiamo usare a patto che l’intervento produca occupazione aggiuntiva e porti all’assunzione di lavoratori in condizioni di particolare disagio”.
Prima di giudicare il ”bonus giovani”, dice, ”bisogna dargli una prospettiva temporale lunga e una dimensione larga. Anche per questo stiamo studiando l’intervento aggiuntivo sui lavoratori anziani”. Sull’età una decisione ”non è stata ancora presa e non è detto che ci sia un’età precisa. Quello che conta, ai fini delle regole europee, è la condizione di disagio dovuta alla perdita del lavoro”.
L’intervento sarebbe concentrato soprattutto sul Mezzoggiorno ”ma non solo”. ”La maggior parte dei fondi europei a rischio riguarda Campania, Sicilia, Calabria. Ma si potrebbero aggiungere risorse anche dal piano azione coesione, altri 10 miliardi, anche questi in parte da riprogrammare”.