MILANO – I dati sono impietosi. La fotografia scattata a gennaio 2012 dall’Inps su licenziamenti e cassa integrazione in Lombardia racconta di una crescita della cassa interazione ordinaria del 5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, confermando lo scenario di crisi degli ultimi mesi.
La Cig è cresciuta addirittura del 30%, quella straordinaria si mantiene stabile, mentre quella in deroga è in calo (-31%). In aumento anche i licenziamenti, almeno secondo le stime dell’osservatorio regionale dell’istituto di previdenza relative a gennaio-febbraio: +24%. Segno che la crisi è strutturale e profonda.
Secondo Giacinto Botti, segretario responsabile del Dipartimento politiche contrattuali della CGIL Lombardia, questi dati non fanno che confermare il permanere di una situazione di difficoltà: “Come avevamo previsto siamo ancora dentro una crisi che continua a far sentire le sue conseguenze sul sistema produttivo e occupazionale, in una regione nella quale è presente un alto numero di aziende manifatturiere. I dati, se presi singolarmente per territorio, possono apparire contraddittori, ma sono coerenti con le avvenute trasformazioni, con le riorganizzazioni e le ristrutturazioni delle aziende e con le specializzazioni produttive e il tessuto sociale dei singoli territori”.
Allargando il discorso a tutte le province lombarde le stime indicano nell’ultimo triennio una perdita pari a circa il 25% del tessuto produttivo. Complessivamente, tra il 2011 e il 2012 (considerando ovviamente solo il mese di gennaio) si registra una crescita della Cig del 4,71%, per un totale di 13.540.763 ore autorizzate. La crescita riguarda in particolare i settori ad alto contenuto di lavoro, come industria ed edilizia. Il settore tessile (allargato) è quello che più di altri manifesta disagio: solo tessile a +10,14%, pelli-cuoio e calzature +205,13%. E anche i servizi segnano il passo: 87,58%.
Complessivamente i licenziamenti (indennità di mobilità e indennità di disoccupazione) tra il gennaio-febbraio 2011 e lo stesso periodo di quest’anno sono cresciuti del 22%. Il totale dei licenziati nei primi due mesi del 2012 ammonta ad oltre 14.700 persone, a testimoniare che, in troppi casi, la cassa integrazione non è stata in grado di preservare i posti di lavoro o di evitare la chiusura dell’attività. Tutti i maggiori istituti italiani ed europei prevedono per quest’anno un arretramento del Pil compreso tra -1,5% e -2,5%.
La produzione industriale lombarda calerà del 2% solo nel primo trimestre 2012 e a fine anno dovrebbe attestarsi sul -7% circa. Difficile pensare che, senza la nascita di nuove attività ad alto valore aggiunto,si torni ai livelli di crescita dei primi anni 2000, che già erano più bassi di quelli europei. Sarà difficile, senza adeguate politiche industriali, che per la verità non sembrano neanche all’orizzonte, mantenere gli oltre 4 milioni di posti di lavoro della Lombardia.
