Articolo 18, alle aziende conviene il licenziamento individuale

ROMA – Licenziare un lavoratore singolo anziché cinque in un colpo solo conviene: basta una lettera che comunichi al dipendente il licenziamento, anche senza bisogno di specificarne il motivo, che va spiegato con un’informativa solo se il lavoratore ne fa richiesta entro 15 giorni.

Licenziare oltre cinque lavoratori implica invece l’obbligo di comunicazione preventiva ai sindacati, alle associazioni di categoria e al ministero del Lavoro. Per i lavoratori in esubero, poi, è anche prevista la mobilità. Quindi perché licenziarne tanti insieme?

Alle aziende conviene puntare sul singolo: in questo caso non è neppure necessario dichiarare lo stato di crisi aziendale. Basta comunicare che la sua mansione è finita, o che il reparto viene chiuso. L’unico limite alle imprese è che non si possono licenziare più di quattro lavoratori in quattro mesi con questo metodo.

I licenziamenti per motivi economici collettivi, che possono essere addotti solo dalle aziende con oltre 15 dipendenti, e i licenziamenti per motivi economici individuali, che sono ammessi per tutti, fanno capo a due leggi diverse. Ma se passerà la linea proposta dal governo e dal ministro del Lavoro Elsa Fornero salterà l’obbligo di far rientrare il dipendente al lavoro in caso di licenziamento illegittimo.

Le aziende con più di 15 dipendenti devono far capo all’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori: quindi, se il giudice stabilisce che il licenziamento individuale è stato illegittimo il lavoratore deve essere reintegrato sul posto di lavoro. La proposta Fornero elimina l’obbligo di reintegro e prevede che, anche se il licenziamento è stato illegittimo, l’azienda dovrà al massimo dare un indennizzo al lavoratore.

In questo modo le aziende, soprattutto quelle grandi, potrebbero essere incentivate ad abbandonare i licenziamenti collettivi per licenziare i lavoratori individualmente. Il rischio è che, venuto meno l’obbligo di reintegro per il licenziamento economico individuale, nessun imprenditore licenzi più per motivi disciplinari, ma adducendo sempre motivazioni economiche. In base alla proposta Fornero, infatti, nel caso di motivazioni disciplinari sarà il giudice a decidere sul reintegro.

 

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Maria Elena Perrero