BRUXELLES – Spread e borse tornano a far paura, Spagna e Italia tornano a rimpallarsi le 'colpe' e Bruxelles sospende il giudizio su Madrid in attesa di maggiori dettagli sul suo progetto di risanamento. Oggi il governatore della Banca centrale iberica non ci sta ad assegnare solo al suo Paese la responsabilita' delle turbolenze dei mercati e punta il dito contro l'Italia colpevole, secondo lui, di aver riportato l'incertezza dopo il 'dietrofront' sulla riforma del lavoro.
''In Italia, purtroppo, la retromarcia sulla riforma del lavoro sta creando enorme ansia'', ha detto il governatore della Banca Centrale spagnola, Miguel Angel Fernandez Ordonez, spiegando come invece la Spagna si stia impegnando produttivamente sul fronte della riduzione del deficit. Un'uscita che non riesce pero' a deviare l'attenzione dell'Europa sugli sforzi di risanamento di Madrid, ora che la stessa Banca di Spagna ammette che gli istituti iberici potrebbero avere presto bisogno di nuovi capitali.
E sui timori per le banche gli investitori si sono oggi liberati dei titoli spagnoli, facendo schizzare i rendimenti ai livelli di dicembre. Ma Madrid continua ad escludere la necessita' di un ricorso ad aiuti Fmi.
Le necessità delle banche spagnole potrebbero aumentare in vista soprattutto delle nuove misure di austerita' del governo, che gia' ieri ha deciso tagli supplementari per 10 miliardi di euro, dopo la pesante manovra da 27,3 miliardi di fine marzo. Ma per Bruxelles potrebbe non essere ancora abbastanza: i tagli ''vanno nella giusta direzione'', spiega oggi un portavoce della Commissione Ue, ma mancano tutti i dettagli per avere un quadro preciso della situazione. Indispensabile, ad esempio, conoscere gli sforzi dei governi regionali, finora tra i maggiori responsabili dell'accumulo del deficit.
''Non possiamo dire se le misure prese dal governo spagnolo siano sufficienti finche' non avremo tutti i dettagli che ci servono su budget e riforme, perche' tutto è collegato'', precisa la Commissione, che il 23 aprile diffonderà i dati Eurostat sul deficit, mettendo fine al balletto di cifre del governo Rajoy e di quello Zapatero: Rajoy afferma di aver ereditato dal governo precedente un deficit piu' alto del previsto (8,5% invece del 6%), e ha rinegoziato con Bruxelles gli obiettivi di risanamento: deve portare il suo deficit 2012 al 5,3% (invece del 4,4%) e nel 2013 deve rispettare il target del 3%.
