ROMA – I gestori degli impianti di distribuzione di carburante confermano il loro sciopero se nel decreto sulle liberalizzazioni non verra' recepita la norma che elimina l'esclusiva per l'approvvigionamento, norma che era comparsa in una delle bozze del provvedimento. Lo hanno detto ai cronisti a margine dell'audizione in commissione Indstria del Senato, il presidente di Faib Confesercenti, Martino Landi, e di Fegica Cisl, Roberto Di Vincenzo. Invece Luca Squeri, di Figisc Confcommercio ha giudicato ''equilibrato'' il decreto.
''Siamo delusi dall'impostazione del governo – ha detto Di Vincenzo – che non ha liberalizzato questo mercato; siamo delusi rispetto a quanto era emerso nelle bozze del provvedimento, mentre questo testo lascia lo 'status quo'''. Secondo Di Vicnenzo l'abolizione dell'esclusiva dell'approvigionamento sarebbe in grado di far calare il prezzo della benzina alla pompa di 10 centesimi al litro, con un risparmio complessivo annuo per i consumatori di 4 miliardi. Dello stesso parere Landi che ha sottolineato che ''i prezzi cosi' come stanno le cose lo fanno i petrolieri. Il prezzo al barile e' ormai stabile, intorno a 100 euro al barile, eppure ci sono stati diversi successivi aumenti''.
Alla richiesta dei gestori si oppongono i petrolieri, auditi venerdi' in commissione. Cosa accadra' se governo e parlamento non recepira' la richeista di eliminare l'eslusiva? ''Sciopereremo – ha detto Di Vincenzo – e saremmo l'unica categoria a fare sciopero non per bloccare le liberalizzazioni ma per ottenerle a favore degli utenti''. ''Certo – ha detto landi – non si capisce perche' con una crisi profonda che morde tutti gli unici a non fare sacrifici debbano essere i petrolieri''.
Diversa la posizione di Figisc Confcommercio; secondo Squeri il testo del decreto, che elimina l'esclusiva solo per i proprietari degli impianti, ''e' equilibrato''. Se l'abrogazione dell'esclusiva fosse estesa anche ai gestori, ''si giungerebbe alla gestione diretta degli impianti da parte delle imprese petrolifere''.
