Libia e co, Nasser Sidi: “Basta congelamenti. I Fondi possono ritirare i soldi”

Nassar Sidi

ROMA – Nasser Sidi, già governatore della Banca centrale libanese e oggi numero uno del Dubai International financial Center, avverte Bruxelles: “Il congelamento o il ritiro degli investimenti di fondi sovrani in Occidente non è al momento un’ipotesi. Ma certo, se i loro asset entrassero nel mirino di sanzioni, è molto probabile che i loro gestori possano rivalutare se vale la pena tenere capitali in Paesi che poi possono sequestrarli».

Intervistato da Repubblica, Sidi sottolinea che i soldi di Dubai, Abu Dhabi, Kuwait, Libia, Qatar e Arabia Saudita, per un totale di circa 319 miliardi in società quotate in Europa e Stati Uniti, “hanno dato una mano importante ai Paesi più avanzati per superare la crisi finanziaria”.

Oggi però i timori di misure protezionistiche, afferma Sidi, stanno spingendo alcuni paesi mediorientali a dirottare le proprie ricchezze verso altre destinazioni, in particolare verso i paesi emergenti e verso il mercato domestico, “puntando in particolare sulle infrastrutture che liberino i loro Paesi dalla schiavitù del petrolio. Il greggio non produce lavoro. Le grandi opere sì. E se ci sono posti di lavoro, si dà una mano a prevenire le rivolte di piazza”.

Sul rischio contagio dopo le rivolte in Libia, Egitto e Tunisia, l’ex ministro dell’economia libanese taglia corto: “Non parlerei di rischio contagio. La realtà è che qui ci sono già tutte le condizioni per far scoppiare il malcontento. Manca solo la scintilla che le faccia esplodere”.

Per accompagnare il processo di democratizzazione in corso in Nord Africa e paesi arabi secondo Sidi “Serve una banca regionale per lo sviluppo di queste aree. Ci devono partecipare anche Usa, Cina, Turchia. Obiettivo: far decollare le infrastrutture, creare occupazione e accompagnare un processo che altrimenti non sarà facile. Prendiamo Egitto e Tunisia. Le economie dei due Paesi stanno pagando un pedaggio salatissimo all’instabilità. Niente turismo, fermi i rapporti commerciali”.

Sulle sanzioni invece la sua raccomandazione è la prudenza. “Non voglio fare discorsi politici sui beni dei singoli capi di Stato. Ma certo per bloccare i fondi sovrani servono regole chiarissime. Chi li gestisce durante il congelamento? A che condizioni vengono sbloccati? Il timore è che l’ok alla restituzione avvenga solo in caso di elezione di un governo “amico”. E in Medio Oriente questa sarebbe ritenuta un’ingerenza e un messaggio negativo”.

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Maria Elena Perrero