ROMA – ''Il sistema dell'aviazione commerciale italiana rischia di scomparire''. E' l'allarme lanciato dal presidente dell'Enac, Vito Riggio, che rileva ''segnali di nuovo cedimento nel primo quadrimestre 2011'' del mercato, dove aumenta il numero dei passeggeri ma i prezzi scendono ''ed il guadagno si riduce''. Si assiste quindi ''ad un consolidamento delle low cost'', in Italia in particolare Ryanair e Easy Jet.
Le compagnie tradizionali italiane, sottolinea Riggio presentando il rapporto Enac 2011, ''non ce la fanno a raggiungere utili con questo livello dei prezzi'', e avrebbero difficolta' a reggere ulteriori aumenti dei costi come quelli per la navigazione aerea che solo per Alitalia graverebbero per 50 milioni''.
Per il presidente dell'Enac ''dopo gli sforzi fatti per salvare Alitalia dal fallimento a tre anni la situazione non e' rosea e non e' tornata in utile come previsto''. Nel mercato anche con segnali positivi, ''come sul prezzo dei carburanti'', oggi ''c'e' da essere estremamente preoccupati''.
Servirebbero ''misure di potenziamento delle infrastrutture'', e andrebbe finalmente risolto il problema dei contratti di programma e delle tariffe aeroportuali, che resta aperto per gli aeroporti di Roma e di Venezia, anche per favorire ''un forte ingresso di capitali anche esteri nelle societa' aeroportuali che potrebbero cosi' adottare politiche piu' attente alle compagnie tradizionali''.
Continuano a crescere i passeggeri che utilizzano gli aeroporti nazionali, ma restano critici i risultati economici delle compagnie. Il Rapporto 2011 dell'Enac, l'Ente nazionale per l'aviazione civile, mostra un aumento del 6,5% delle persone che hanno viaggiato da e per gli scali italiani nel 2011: sono 147.946.210, quasi 9 milioni in piu' rispetto al 2010.
Allo stesso tempo l'analisi evidenzia una ''particolare criticita' in termini patrimoniali, finanziari ed economici confermando un generale stato di difficolta''' dei vettori nazionali, ''in linea con i dati dell'area europea''. Il numero degli aeromobili della loro flotta, nel complesso, e' calato del 13,5% rispetto al 2010 fino a 247 mezzi attivi, dei quali il 74% per tratte a medio raggio (come A320, B737 e MD80).
''La crisi del settore e' stata piu' traumatica per alcuni vettori nazionali'', si legge nel rapporto, che ha registrato cinque casi di sospensione o di revoca delle licenze di esercizio di trasporto aereo. Le nuove licenze sono state invece due, che hanno portato il numero dei vettori operativi nel 2011 a 18.