ROMA, 09 SET – ''Siamo al paradosso. Abbiamo fatto di corsa questa manovra dicendo che doveva servire a convincere la Bce mentre dovrebbe servirci a fare a meno dell'aiuto della Bce. Finche' Eurotower interverrà saremo al patologico. La verità è che non può esistere il rigore finanziario senza la crescita. La politica economica poggia sempre su due gambe''. E' quanto afferma, in un'intervista al Mattino, Mario Baldassarri, ex viceministro dell'Economia per il Pdl poi passato a Fli, che boccia la manovra.
''I mercati – dice – chiedono rigore senza aumento di tasse, riforme strutturali, sostegno alla crescita. Le manovre varate dal governo non hanno risposto positivamente e i mercati non si sono tranquillizzati. L'unico tampone resta la Bce''. ''Un nuovo governo? Se cambia un governo ma non cambia la politica economica – risponde Baldassarri – siamo punto e daccapo. Il problema e' il contenuto, non le facce''.
Nella manovra, dice ancora Baldassarri, ''restano due enormi limiti. Primo: se si fanno i conti per bene, sui dati storici del 2010, ci si accorge che avremo un aumento delle entrate di 100 miliardi fino al 2013, quando ci dovrebbe essere il pareggio di bilancio. Per fare cosa? 75 miliardi dovranno portare il deficit pubblico da meno 71% a +4% mentre gli altri 25 serviranno a finanziare un aumento di spesa corrente di 36 miliardi, con un taglio vero di investimenti infrastrutturali di 11 miliardi. Morale: saranno tutte nuove tasse''.
Per quanto riguarda il secondo limite, Baldassarri afferma: ''Chiunque capisce che se io faccio piu' tasse, piu' spesa corrente e meno investimenti produco un effetto di freno sull'economia. Quindi, crescita piu' bassa e deficit che non sara' mai azzerato. Il governo dice che dall'aumento dell'Iva incasserà 4,3 miliardi in piu': ma se i consumi diminuiscono che ne sara' di questa previsione?''. ''Il rischio di non raggiungere il pareggio nel 2013 – conclude – e' reale''.
