ROMA – Difficilmente gli industriali potevano usare parole piu' dirette per schierarsi a fianco di Giulio Tremonti sulla strada del rigore: ''a fronte del grave deterioramento della situazione finanziaria internazionale, Confindustria ribadisce che occorre la massima coesione della maggioranza e di tutte le forze politiche per dare attuazione al piano di rientro dei conti pubblici predisposto dal ministro dell'Economia''.
Due giorni dopo l'allarme sul rating dell'Italia lanciato da Moody's e poco prima che la Lega tornasse a tirarlo per la giacca dal palco di Pontida anche con toni molto duri, Tremonti incassa l'appoggio incondizionato degli industriali, che richiamano tutte le forze politiche, ma maggioranza e Governo in primis, a sostenere il piano di Tremonti, che, ricordano, ''e' stato approvato dal Parlamento Italiano'' e anche ''l'Unione Europea lo ha avvallato, con la raccomandazione che vengano corrette tempestivamente eventuali deviazioni''.
Un piano, evidenzia Confindustria, ''che prevede inizi adesso un percorso verso il pareggio di bilancio nel 2014''. E quell' 'adesso' assomiglia molto ad un ulteriore assist a Tremonti, che in queste ore sta cercando di accelerare i tempi per arrivare a presentare la manovra da almeno 40 miliardi prima di luglio. Una manovra che tocchera' molti aspetti, ma sicuramente non includera' quelle misure di sgravio fiscale tanto care al premier, Silvio Berlusconi, e appoggiate ancora ieri da Cisl e Uil, che hanno poi raccolto l'appoggio della Lega, con i ministri della Semplificazione, Roberto Calderoli, e dell'interno, Roberto Maroni, in prima fila. Di manovra torna a parlare anche il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, chiedendo di conciliare ''la linea del rigore con la giustizia sociale'' e quindi ''di inserire nella manovra anche la delega per la riforma fiscale'', per ''imprimere una svolta nella politica economica del Paese''. Prende le distanze dal rigore anche la leader della Cgil, Susanna Camusso, secondo la quale ''non e' utile per nessuno alimentare l'idea che l'Italia sia a rischio Grecia, nonostante due anni di politiche che hanno indebolito il paese''. Per questo bisogna prima di tutto puntare a ridurre ''le diseguaglianze del Paese''.
Che gli industriali siano schierati apertamente dalla parte di Tremonti e' testimoniato anche dalle parole di Diego Della Valle. Il patron di Tod's, intervistato su Sky, ha ribadito che il ministro dell'economia ''ha fatto un buon lavoro fino ad oggi, tenendo in ordine i conti del Paese''. E anche se ''la situazione dell'Italia non e' quella della Grecia'', bisogna ''fare in modo che i conti siano a posto e trovare delle formule che ci permettano di sostenere lo sviluppo''.
