Manovra: "Per le famiglie stangata fino 900 euro"

ROMA – Una manovra ''light'' secondo il governo, una vera ''stangata'' per le famiglie secondo i consumatori. Escono i primi conti delle associazioni dei consumatori sull'impatto sulle famiglie del piano triennale in discussione al Consiglio dei ministri. Sono stime preliminari, ma univoche, che vedono mettere le mani nelle tasche degli italiani per diverse centinaia di euro e colpire – dicono le associazioni – ''sempre gli stessi'', a partire dai pensionati e dai dipendenti pubblici.

Le misure di austerità previste per l'anno in corso costano 500-600 a famiglia nell'ipotesi più ottimista, firmata dall'Adiconsum, 729 euro nella prospettiva di Federconsumatori e Adusbef e raggiungono addirittura 927 euro considerando l'impatto dei recenti aumenti delle accise sui carburanti e della soglia per il tasso di usura.

Entrando nel dettaglio del provvedimento, i pensionati, secondo le primissime stime Adusbef-Federconsumatori, saranno penalizzati dall'automatismo della rivalutazione per 300-600 euro l'anno, i dipendenti pubblici avranno una diminuzione annua di circa 1.300 euro e tutti i cittadini subiranno un ricarico per i ticket di 75 euro a famiglia.

''La manovra impatterà pesantemente ma in maniera differenziata sulle famiglie italiane. Pagheranno gli stessi di sempre, a partire da dipendenti pubblici e pensionati'', osserva il segretario generale dell'Adiconsum, Pietro Giordano, con cui concordano i presidenti di Adusbef, Elio Lannutti, e di Federconsumatori, Rosario Trefiletti, che parlano di ''ricadute negative sui redditi delle famiglie italiane (già colpite duramente dalla crisi economica) e soprattutto verso le famiglie a reddito fisso''.

Se le associazioni dei consumatori considerano ''necessario il rigore'', con le parole di Giordano, temono gli effetti della stretta sulle famiglie sui consumi e di conseguenza sulla crescita. La manovra è ''un' insopportabile stangata'', secondo Lannutti e Trefiletti. E il suo carico sui bilanci familiari potrebbe ancora aumentare.

Il Codacons ha stimato che il possibile ''aumento di un punto di Iva per le aliquote più alte del 10 e del 20%, si tradurrebbe in una tassa annua di 290 euro a famiglia, sempre che non finisca per innescare ulteriori meccanismi speculativi sui prezzi''. E ''resta inoltre da valutare – secondo l'associazione – l'impatto di diverse misure ancora fumose come la nuova tassa sull'alta velocita' ferroviaria''.

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Maria Elena Perrero