ROMA, 12 LUG – Il Parlamento vuole fare la sua parte per difendere i titoli del debito pubblico dagli attacchi speculativi: Camera e Senato infatti si apprestano ad approvare definitivamente la manovra entro domenica, in modo che lunedi', i mercati alla loro riapertura abbiano un segnale dal sistema Paese. Un percorso sprint per un decreto di aggiustamento dei conti come non si era mai visto.
L'input per una accelerazione dell'approvazione del provvedimento e' arrivato ieri pomeriggio dai capigruppo delle opposizioni in Senato, Anna Finocchiaro, Gianpiero D'Alia e Felice Belisario. Richiesta subito colta al balzo dal presidente del Senato Renato Schifani che, grazie all'appoggio dei gruppi di maggioranza, ha convocato per oggi alle 13 la conferenza dei capigruppo, con l'intento di riscrivere i tempi dell'iter della manovra. Infatti era previsto l'esame della commissione Bilancio per tutta la settimana e l'approdo in aula da martedi' a giovedi' della successiva.
E infatti oggi la forbice si e' allargata vistosamente. Entro giovedi' in tarda mattina il decreto sara' licenziato dal Senato, per approdare il giorno stesso alla Camera, alla commissione Bilancio. ''L'importante – ha detto Finocchiaro – e' che lunedi' i mercati finanziari aprano con la manovra gia' approvata''.
E lo stesso segnale arriva da Montecitorio dove il presidente Gianfranco Fini ha convocato per domani alle 12,30 la Conferenza dei capigruppo. E Fini si e' detto ottimista su un accordo anche alla Camera su un iter rapidissimo: ''il fatto stesso che abbia convocato la conferenza dei capigruppo lo dimostra'' ha chiosato.
Fermo restando il cammino a tappe forzate, non e' ancora chiaro se la manovra verra' o meno modificata come chiedono tanto la maggioranza che le opposizioni. Nel pomeriggio il ministro Giulio Tremonti incontrera' prima i gruppi del centrodestra e poi quelli dell'opposizione. Sia gli uni che gli altri propongono emendamenti, seppur a saldi invariati.
D'altra parte il premier Silvio Berlusconi ha sottolineato che ''la crisi ci spinge a accelerare il processo di correzione in tempi rapidissimi, a rafforzarne i contenuti, a definire compiutamente i provvedimenti ulteriori volti a conseguire il pareggio di bilancio nel 2014''. Il che lascerebbe intendere o un ''inasprimento'' della stessa manovra o un anticipo delle misure contenute nella delega su fisco e assistenza, da cui dovrebbero arrivare i 15 miliardi che mancano per arrivare al pareggio di bilancio entro il 2014.