ROMA – ''Una stangata sui piccoli risparmiatori e un regalo alle Banche'' hanno tuonato i consumatori. ''Una vera e propria patrimoniale regressiva'' secondo Casini.
''Patrimoniale indecente e iniqua che colpisce i piccoli risparmiatori'' ha attaccato Francesco Boccia (Pd).
Anche i banchieri hanno storto un po' il naso sulla stangata sui depositi titoli. E alla fine il ministro dell'economia Giulio Tremonti si è lasciato strappare un'esile apertura: ''Sono possibili alternative ma solo a saldi invariati: proposte in questo senso saranno oggetto di valutazione''.
Frasetta di speranza che vale anche per la rimodulazione delle pensioni. E che suscita la reazione del Pd: ''Tutto questo rigorismo – ha detto il vicepresidente della commissione finanze della Camera Sergio D'Antoni – non gli ha impedito di destabilizzare i conti pubblici del Paese concedendo tutto alle realtà forti: dal caso Alitalia allo scudo fiscale''.
Tremonti ha anche fatto capire che la colpa del bollo sul deposito titoli è indirettamente di Jean-Claude Trichet e della Bce. Il governo, ha spiegato in conferenza stampa, aveva prima preso in considerazione l'eventualità di introdurre nella manovra la Tobin Tax, cioè la tassazione delle transazioni finanziarie, ma poi l'idea è caduta quando sulla Tobin Tax è intervenuto il parere negativo della Bce.
''Se è problematico inserirla solo in Europa – ha detto Tremonti – sarebbe stato ancora più problematico farla in un solo paese'' l'Italia.
Meno problematico, almeno finora, sembra essere stato invece tassare indirettamente i Bot e i titoli di Stato dove si concentrano i sempre più risicati risparmi dei cittadini.
La misura prevede da subito di portare l'imposta sul deposito titoli a 120 euro (dai 34,2 euro di oggi con un aumento del 250,8%) e dal 2013 si passa a 150 euro per chi ha risparmi sotto i 50.000 euro e 380 euro per chi supera la soglia dei 50.000.
La nuova tassa – argomentano da Adusbef e Federconsumatori – nel ridurre di fatto i rendimenti dei titoli di Stato, la forma di risparmio ritenuta più sicura, li disincentivano ''in compenso – secondo i consumatori – favoriscono le Banche, perché la stangata non riguarderebbe il risparmio gestito dai Fondi e i conti deposito che tutte le banche offrono ai clienti''.
Insomma i risparmiatori sarebbero incentivati a rinunciare ai loro Bot e invece di prestare i soldi allo Stato finirebbero, attraverso i conti deposito o i pronti contro termine, per prestarli alle banche che di questi tempi, Basilea 3 incombente, ne hanno bisogno.
Anche le Banche comunque hanno espresso qualche riserva sul bollo sui depositi. Il consigliere delegato di Intesa Sanpaolo Corrado Passera e il presidente dell'Abi Giuseppe Mussari, hanno auspicato l'uno ''una certa attenzione'', l'altro una più decisa ''esenzione'' del bollo per i depositi di ''importo minore''. Critiche più pesanti anche da parte di Assosim (L'associazione degli intermediatori mobiliari).
Per il presidente Michele Calzolari ''dal punto di vista della stangata sul dossier titoli, la manovra sembra improvvisata''.