ROMA, 13 LUG – Il paese e' sull'orlo del baratro, la manovra finanziaria va approvata subito. Ma almeno si eviti di dare il colpo di grazia ai servizi e alle prestazioni sociali. La campagna ''I diritti alzano la voce'' – promossa da 25 organizzazioni del volontariato e del terzo settore italiani – ritiene sbagliata e, soprattutto, fortemente iniqua la manovra che si sta per approvare in Parlamento. In particolare, il nuovo pesante taglio imposto alle Regioni e agli Enti locali si tradurra' senza alcun dubbio – dicono in una nota – nella riduzione o cancellazione di numerosi servizi essenziali per la collettivita'. Ancora una volta, si sceglie di non tutelare i diritti sociali dei cittadini, e in particolare di quelli piu' deboli, e di favorire i ceti e gli interessi piu' forti.
''Chiediamo a maggioranza e opposizione'', dichiara Lucio Babolin, portavoce della campagna, ''di accordarsi su un emendamento che reintegri il fondo nazionale per le politiche sociali, sceso quest'anno alla risibile cifra di 210 milioni, per riportarlo almeno ai 517 del 2009, e che rifinanzi il fondo per le non autosufficienze, per almeno 400 milioni di euro. Si tratta di cifre del tutto inadeguate rispetto ai problemi che i cittadini devono fronteggiare, ma darebbero almeno il segno di un non accanimento verso chi e' gia' in grande difficolta'''. ''I soldi – continua il portavoce della campagna – si possono trovare anche destinando a questo fine il 3% delle spese di pubblicita' annue per i giochi, invece di finanziare uno strumento come la Social Card che, nella versione predisposta dal Governo, e' nel suo stesso impianto mal concepito. Piu' in generale, riteniamo che le risorse disponibili vadano impiegate per sostenere il sistema delle politiche sociali definito nella legge 328/2000, che prevede una corresponsabilita' di enti pubblici e soggetti del terzo settore, perche' solo questo sistema e' in grado di garantire diritti esigibili su criteri universalistici''.
''Ci aspettiamo in particolare dai partiti e dagli esponenti politici che hanno condiviso le ragioni della mobilitazione del 23 giugno scorso, promossa dalla nostra campagna a dal Forum del Terzo Settore'', conclude Babolin, ''un'attivazione che vada nella direzione da noi indicata''.
