Mediobanca, Ben Ammar: "No problemi sul patto di sindacato"

MILANO – Tarak Ben Ammar, consigliere di Mediobanca vicino a Vincent Bollore', riscrive la scaletta per il rinnovo del patto di sindacato dell'istituto, spostandola in autunno mentre, sul fronte dell'azionariato, Carisbo, una delle fondazioni che pesano, fuori dall'accordo parasociale, per circa il 9% nel capitale della banca, arrotonda la propria quota al 2,5%.

Il rinnovo del patto ''non e' all'ordine del giorno, e' una questione d'autunno'', ha affermato il produttore cinematografico franco-tunisino. ''Non vedo problemi, il clima e' sereno'' per quanto riguarda gli accordi parasociali e ''non c'e' urgenza'', ha poi spiegato Ben Ammar a chi gli chiedeva se ci fosse un rinvio degli incontri. Nei giorni scorsi infatti il presidente di Unicredit, Dieter Rampl, aveva indicato che le discussioni sarebbero partite nel giro di due settimane.

I colloqui, da quanto risulta, dovrebbero prendere il via a luglio mentre venerdi' 24 giugno, il comitato esecutivo, quello per le remunerazioni e il consiglio di amministrazione di Mediobanca saranno in gran parte dedicati all'esame del bilancio preconsuntivo (l'esercizio di Piazzetta Cuccia chiude a fine mese) e del budget. In quell'occasione non e' previsto un incontro del patto, che si dovrebbe invece riunire piu' in la', verosimilmente dopo l'estate, per ratificare eventuali intese nel frattempo raggiunte.

Al momento l'idea e' che si vada verso il rinnovo per due anni dell'accordo parasociale – in scadenza a fine 2011 con disdette da presentare entro il 30 settembre – con un lieve arrotondamento della presa sul capitale (oggi al 44,3%) piuttosto che con quell'alleggerimento auspicato manager. Se da una parte risulta probabile l'uscita di Sal Oppenheim (1,7%), dall'altra Diego Della Valle sarebbe pronto a esercitare la facolta' di salire al 2% (dall'attuale 0,48%) mentre i soci francesi guidati da Vincent Bollore' si avviano a conservare le posizioni.

Quanto all'ipotesi di un ingresso delle fondazioni nel patto, si tratterebbe piu' che altro di un esercizio teorico. Richieste di ingresso nell'accordo parasociale non ne sono arrivate dagli azionisti Cariverona (3,2% del capitale di Mediobanca), Carisbo (oggi intanto salita al 2,55 dal 2,47%), Mps (1,9%), Crt (0,6%) e Cariparo (0,5%). Gli enti sono alle prese con il taglio dei dividendi e con gli aumenti di capitale delle banche di cui sono soci storici ed e' difficile pensare che si impegnino ulteriormente in Piazzetta Cuccia vincolando le quote.

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Emiliano Condò