Mobili di design e diritto d’autore, industrie divise sul decreto

ROMA – La famosa chaise longue di Le Corbusier del 1928 e i suoi diritti d’autore dividono da giorni le industrie italiane. Nodo della querelle sono i brevetti sui mobili e la norma che, introdotta nel decreto Sviluppo, priva della protezione attraverso il diritto d’autore molte opera del design italiano, esattamente quelle che erano già di dominio pubblico prima del 2001 perché mai registrate.

Proprio sulla poltrona di Le Corbusier, per esempio, c’è da anni una querelle tra le tante aziende che la producono e “La Cassina”, del gruppo Charme di Luca di Montezemolo, che ne rivendica la proprietà.

“Se viene eliminato dal decreto Sviluppo il comma 10 dell’articolo 8, 13.500 persone perderanno il lavoro”, si leggeva ieri 13 giugno su una pubblicità a pagina 24 del Corriere della Sera: 700 aziende rappresentate dal “Consorzio origini” che chiariscono che sono in tante quelle che producono oggetti di design di dominio pubblico.

La pubblicità sul Corriere della Sera

Secondo il Corriere della Sera “i dirigenti di Federlegno-Confindustria fanno capire che il comma maledetto è stato introdotto addirittura nottetempo da un ministro per compiacere un consorzio di artigiani toscani (Origini) particolarmente versati nel copiare il meglio del design griffato”.

Massimo Angelini, uno degli avvocati del “Consorzio Origini”, risponde: “Con la nuova norma il governo ha deciso di consentire la libera riproducibilità di quei prodotti che non avevano mai goduto della protezione di brevetto e che erano di libero dominio all’atto della entrata in vigore della nuova normativa. Ciò ha scatenato la reazione violenta delle imprese aspiranti monopoliste e di ambienti loro vicini che sono riuscite a mobilitare giornali e parlamentari”.

In vista del voto decisivo alla Camera sul decreto di Tremonti, che non piace a Lega e Pdl, è stata presentata qualche giorno fa un’interpellanza urgente in Parlamento proposta dai deputati del Pdl Elena Centemero, coordinatrice brianzola del partito, e Renato Farina. Il documento è già stato firmato da 34 parlamentari.

L’intervento, spiega Centemero in una nota, è stato deciso in seguito alle criticità segnalate nella recente assemblea generale di Federlegno a Senago (Milano), dove è stata fatta notare la mancanza di una norma a tutela del diritto d’autore sui complementi d’arredo anteriori al 2001 nell’attuale Decreto per lo Sviluppo Economico.

”Quella del legno è un’industria che nella nostra terra, la Brianza, è stata alla base dello sviluppo del territorio e che è legata a doppio filo alla sua storia – afferma la coordinatrice brianzola del Pdl -. Del resto quello dell’arredamento è un settore caratteristico di tutto il Nord Italia, oltre che appunto della Brianza e di Milano nello specifico. Per questo, io e l’onorevole Farina, insieme ad altri colleghi milanesi e brianzoli, abbiamo sentito quasi in maniera naturale il bisogno di intervenire”.

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