SIENA – L'aumento di capitale deciso da Banca Monte dei Paschi ha per la Fondazione Mps, principale azionista dell'istituto di Rocca Salimbeni, scesa al 50,1% dopo la vendita di azioni privilegiate per 450 mln, ''un costo importante e conseguenze notevolissime''.
Lo ha detto il presidente della Fmps, Gabriello Mancini, intervenendo all'Assemblea straordinaria in corso a Siena che, anche per questo, torna a chiedere con forza ''un ineludibile dovere'' ai vertici della Banca: ''tornare rapidamente a crescere''.
Le conseguenze dell'aumento riguardano la Fondazione, ma anche ''le Istituzioni e tutti i cittadini di questo territorio'', ma per Mancini sono sforzi che andavano fatti ''per difendere, ancora una volta, l'indipendenza strategica del Gruppo, la sua non scalabilita', il radicamento nel territorio, sia – al fine di tutelare il valore del patrimonio inteso in senso dinamico come capacita' futura di generare reddito''. Una scelta che ha spiegato Mancini, portera' la Fondazione a ''un ulteriore contrazione'' dell'attivita' istituzionale, ossia delle erogazioni, ''gia' parzialmente ridotta nel 2010''.
''E' un momento delicato per la Banca, per la Fondazione, per tutti i senesi – ha concluso Manc ini – un momento che potra' essere superato soltanto con un deciso ritorno alla redditivita' da parte del Monte''.
