ROMA – Il pesante passivo accumulato da Unicredit nel terzo trimestre (perdita di 10,6 miliardi di euro a causa di 10,2 miliardi di svalutazioni) fa crescere i dubbi sulla redditivita' delle banche italiane, specie di quelle che, nell'epoca delle fusioni prima della crisi, hanno acquistato istituti sul mercato domestico.
E' quanto scrive Moody's nella sua analisi settimanale secondo cui ''sara' difficile ottenere sinergie significative, specie dove sono state realizzate acquisizioni di istituti deboli in Italia quali Capitalia da Unicredit (che sconta anche le acquisizioni in Kazakistan e Ucraina ndr) , di Antonveneta da Mps e di Popolare Italiana dal Banco Popolare''.
L'agenzia di rating cita cosi' lo scenario economico negativo di maggiori costi di raccolta, i dubbi sui titoli di stato, le misure di austerita' del governo e una piu' severa regolamentazione.
