TOKYO, 24 AGO – Moody's taglia il rating sul debito sovrano del Giappone ad 'Aa3' (da 'Aa2') a causa del ''grande deficit di bilancio e dell'accumulo di debito pubblico sin dalla recessione globale del 2009'', mentre l'outlook e' stabile.
Allo stesso tempo Tokyo cala un piano contro il super yen, sempre a ridosso dei massimi storici sul dollaro, basato su un programma annuale del valore di 100 miliardi di dollari per gli scambi di fondi in yen contro valuta straniera, soprattutto con fusioni e acquisizioni (M&A), salite quest'anno gia' a livelli record, oltre i 40 miliardi di dollari.
Il downgrade, non una sorpresa dopo l'avvertimento di maggio, suona come un ulteriore monito ai problemi di deficit/debito che pesano su gran parte delle principali economie a livello globale.
Gli Stati Uniti hanno perso a inizio mese la Tripla A per opera di Standard & Poor's, mentre Moody's ha lanciato warning sul declassamento di Paesi europei (tra cui l'Italia) per le scosse finanziarie dovute all'inasprirsi della crisi del debito.
''Negli ultimi 5 anni, i frequenti cambi di governi (a breve ci sara' il sesto, ndr) hanno impedito la trasformazione di strategie economiche e fiscali di lungo termine in politiche efficaci e di lungo periodo'', ha scritto Moody's, proprio nell' imminenza del ribaltone che vedra' uscire dopo oltre un anno il premier Naoto Kan, criticato per la debole leadership, al piu' tardi il 30 agosto, dopo le elezioni per la guida dei Democratici (DpJ), con l'ex ministro degli Esteri Seiji Maehara in pole.
Come gli Usa, il Sol Levante si trova ad affrontare pesanti critiche sui conti pubblici, con quasi la meta' delle risorse annuali per finanziarie il budget generate dall'emissione di titoli di Stato e il debito lordo oltre il 200% del Pil.
L'agenzia di valutazione ha notato, quanto alle prospettive sul rating stabili, che la domanda di bond giapponesi da parte di acquirenti nazionali ha mantenuto rendimenti a livelli molto piu' bassi di altri Paesi. ''Il trend dei Jgb, molto stabili, pensiamo debba rendere favorevole il finanziamento nei prossimi 18 mesi'', ha spiegato a Tokyo, il senior vice president dell' agenzia Thomas Byrne. Il rating di Moody's si confronta con quelli delle altre 'sorelle' Standard & Poor e Fitch, che hanno una valutazione sul Giappone di 'AA-', ma con outlook negativo.
Aggravano lo scenario il super yen e i 15-20.000 miliardi di yen (140-180 miliardi di euro circa) per la ricostruzione post sisma/tsunami dell'11 marzo, quando e' incerto anche il rialzo dell'Iva, ferma al 5%, per aumentare il gettito fiscale.
Nel pacchetto per frenare lo yen c'e' l'invito alle aziende giapponesi ad agire all'estero e a fare ''il miglior uso del maggior valore dello yen sul dollaro e sulle altre principali valute'', ha spiegato il ministro delle Finanze Yoshihiko Noda.
Le misure, che includono la 'stretta' sugli operatori forex, tenuti a segnalare le posizioni di trading giornalmente e fino a fine settembre, ''non sono in grado di produrre immediati effetti'', ha commentato Daisaku Ueno, presidente di Gaitame.com Research Institute. ''Probabilmente, funzioneranno come le erbe medicinali cinesi, contribuendo a migliorare le condizioni lentamente''. L'esatto contrario delle priorita'.
