SIENA – Monte dei Paschi di Siena: azionisti uniti per far partire l’azione di responsabilità contro gli ex dirigenti Giuseppe Mussari e Antonio Vigni, presunti autori della gestione che ha portato allo scandalo derivati Alexandria e Santorini, al fianco di Nomura e Deutsche Bank.
Dopo quasi dieci ore chiusi nell’auditorium, Alessandro Profumo e Fabrizio Viola hanno voltato le spalle all’annus horribilis e incassato la fiducia degli azionisti, in primis del grande socio Fondazione Mps (34,17%), per tirar fuori dalle secche la banca e andare avanti nel duro compito del risanamento.
”La banca ha totalmente svoltato col passato sotto il profilo della trasparenza e della solidità patrimoniale” ha detto Profumo aprendo i lavori della lunga assemblea che in serata si è chiusa con la votazione dell’azione contro gli ex amministratori per i danni subiti e subendi della precedente gestione. Un’azione che Profumo giudica ”ben fondata” e che serve per ”massimizzare i benefici patrimoniali in modo da recuperare tutte le somme che sono state sottratte indebitamente alla banca”.
Adesso, però, la principale sfida che il Monte dovrà affrontare ”è rimborsare i Monti Bond” chiesti al Tesoro per oltre 4 miliardi. ”Ritengo che ce la possiamo fare ma nulla è scontato”. Ripagare il debito con lo Stato, ha aggiunto, è ”l’unico modo per mantenere l’indipendenza e la sede a Siena”. Ma per farlo bisogna ”recuperare redditivita”’ e varare ”un aumento di capitale” visto che il gruppo ”ha bisogno” di mezzi freschi. Per questo ”chi propone ricette magiche”, ha continuato Profumo, ”prende in giro se stesso prima ancora degli altri. Resta ”ancora molta strada da fare ma si cominciano a vedere segnali d’inversione”.
Proprio a proposito dell‘aumento di capitale, Profumo ha spiegato a più riprese che al momento ”non c’è nessun azionista all’orizzonte” ma che presto la banca e Siena dovranno fare i conti con questa necessità. Inoltre, la Banca d’Italia ‘‘ha chiesto con chiarezza di togliere il limite del 4%” sul possesso azionario e pertanto ”presto sarà convocata un’assemblea per rimuovere” questo tetto (auspicato anche da Bruxelles). Chi si insedierà ”alla guida di questa città dovra’ discutere in tempi brevi di questo aspetto dello statuto della banca”.
Sul tema si è espresso anche il primo azionista, il presidente Gabriello Mancini. L’ente, ha detto, non rinuncerà ”alla scelta dei soci per la banca”. Inoltre, ”vigilerà affinché tutti gli obiettivi attesi vengano raggiunti nei tempi indicati, se non in anticipo, al fine di poter garantire ed assicurare quel cambio di passo da tempo atteso e necessario per incrementare il valore economico della banca”.
Nel corso dell’incontro è arrivato anche l’atteso attacco del Codacons di Carlo Rienzi che aveva ipotizzato un falso in bilancio. A rispondere è stato l‘amministratore delegato Viola che ha rispedito le accuse al mittente: ”Il bilancio è corretto e risponde appieno a quanto dichiarato. Non esistono altre perdite da portare in bilancio”, ha aggiunto. Rispetto poi alla richiesta di poter vedere il contratto Alexandria Viola ha risposto: ”I documenti devono restare riservati anche ai soci, sono oggetto di indagini della magistratura”.
In assemblea alcuni azionisti hanno chiesto conto della significativa riduzione del compenso di Profumo, che nel 2012 è stato di circa 60mila euro e il presidente ha spiegato che nella vita ha ”avuto una certa fortuna e per questo ho voluto dare l’esempio: il mio obiettivo è risanare questa azienda e tenerla indipendente da Siena. Non ho problemi a lasciare la poltrona, mi basta un minuto e mezzo, dovrei scrivere due righe e vado via”.
