MILANO, 27 FEB – Fondazione Mps verso la stretta con le banche creditrici. Per tamponare il debito da oltre un miliardo di euro, l'ente presieduto da Gabriello Mancini e' pronto a scendere al 35% di Banca Mps, vendendo quindi il 13% di Banca Mps.
Dopo un'intera giornata di trattative, infatti, i banchieri di JpMorgan hanno avviato in queste ore la raccolta del consenso all'interno del pool di creditori (11 banche), composto da istituti come Mediobanca, UniCredit e Intesa SanPaolo. La merchant bank Usa, insieme ad altri otto istituti, vanta circa 524 milioni di debito coperto da un pegno sulle azioni Mps. Pertanto, la vendita delle azioni. L'operazione dovrebbe avvenire attraverso la dismissione di un pacchetto pari al 13% di Mps, il cui ricavato verrebbe depositato in un conto a garanzia dei creditori.
Con l'approvazione delle banche la Fondazione Mps, a cui fa capo il 48,7% del capitale di Banca Mps, potra' cedere parte della sua quota a controparti strategiche per ridurre il debito da oltre un miliardo di euro.
Domani, quindi, la deputazione amministratrice dell'Ente presieduto da Gabriello Mancini dovrebbe dare il via libera all'operazione e procedere con la richiesta di autorizzazione al Ministero dell'Economia e delle Finanze, autorita' competente in materia.
Con questa mossa, la Fondazione dovrebbe ottenere una proroga all'accordo di standstill che scade il 15 marzo e una diluizione delle rate in cambio di un parziale rimborso del debito.
Tra gli interessati all'acquisto della quota ci sono la societa' d'investimento Equinox (Salvatore Mancuso) e il fondo Clessidra (Claudio Sposito), che hanno manifestato la volonta' di comprare il pacchetto. Allo stato attuale comunque non sarebbe ancora stato definito un termine per la dismissione.
