MILANO – E' giallo sulla liberatoria del Credit Suisse alla Fondazione Mps per la vendita fino al 15% della quota posseduta in banca Mps in modo da abbattere il miliardo di debiti. In base a quanto ricostruito dall'ANSA, la banca svizzera nei giorni scorsi – e prima dell'ok del pool targato JpMorgan – avrebbe presentato una liberatoria che pero' sarebbe stata ritenuta irricevibile dalla Fondazione stessa.
Motivo della bocciatura da parte dell'ente, spiegano fonti vicine al dossier, il fatto che questa liberatoria non e' in linea – e quindi non efficace – rispetto agli altri contratti in essere. In altre parole l'ente vorrebbe che il placet degli svizzeri fosse allineato a quello delle altre 12 banche creditrici (le 11 del pool capitanato da JpMorgan piu' Mediobanca).
Va detto pero' che l'esposizione del Credit Suisse e' di natura diversa rispetto a quello delle altre banche e, soprattutto, arriva cronologicamente parlando prima degli altri finanziamenti sottoscritti con le altre banche. La liberatoria trasmessa nei giorni scorsi dalla banca d'affari svizzera, si apprende da alcune fonti, sarebbe efficace rispetto ai contratti stipulati a suo tempo tra i due soggetti.
A tutto questo si aggiunge poi un altro aspetto che avrebbe creato qualche malumore all'interno del gruppo dei creditori: la mancata vendita da parte della Fondazione di quel 6,5% di Mps in suo possesso, e libero da pegni. Insomma, un mix di fattori che sta frenando la trattativa in corso per la ristrutturazione del debito e rischia di minare la possibilita' di raggiungere un accordo entro la scadenza dello stand still del 15 marzo.
